Generazione Erasmus: il viaggio come stile di vita

Negli ultimi anni è aumentato il numero di studenti italiani che hanno deciso di inserire l’esperienza Erasmus nel loro percorso di studi universitario e, secondo l’Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa, la meta più gettonata è la Spagna, seguita da Francia, Germania e Portogallo.

Erasmus è una parola che fa subito pensare a feste, viaggi, divertimento e tante opportunità, ma ci sono anche diverse importanti difficoltà che uno studente italiano all’estero deve affrontare.

Nostalgia di casa

Bisogna ammetterlo: ci sono alcune cose a cui noi italiani facciamo particolarmente fatica ad abituarci. Un esempio? La cucina! Lo studente italiano prima di partire per l’Erasmus deve dire addio a due cose fondamentali: pizza e caffè! Lo so, è difficile abbandonare alimenti che per noi sono così indispensabili alla sussistenza. Ma, a meno che non vi adattiate ad un cartonato spesso due centimetri e mezzo, condito con formaggio e sugo di pomodoro, che vi ricorda tanto quegli esperimenti culinari che voi o qualche vostra amica facevate da piccoli col dolceforno, o ad un beverone costituito prevalentemente da acqua e che del caffè non ha neanche l’odore, allora meglio arrendersi subito!

La cucina, però, non è il solo problema che lo studente italiano incontra all’estero. Vogliamo parlare del bidet?? E perché parlarne, non esiste! Difficilmente ne troverete uno in una qualsiasi casa di un paese estero quindi, anche in questo caso, meglio abituarsi sin dall’inizio.

Ma adesso veniamo a cose più serie.

Mettendo da parte queste gravi mancanze, in mezzo a questi ed altri dolori iniziali, anche lo studente italiano si rende conto che l’inizio di un’esperienza di questo tipo porta con sé una buona dose di nostalgia. Specialmente nei primi momenti durante i quali ci si trova da soli in un Paese del tutto nuovo, senza nessuna conoscenza e, nei casi peggiori, senza capire una sola parola della lingua locale.

La ricchezza dell’esperienza

Una volta superato l’impatto iniziale, ci si rende veramente conto di cosa voglia dire studiare in un’università estera. Uno degli aspetti più belli di questa esperienza è senza dubbio l’atmosfera di internazionalità in cui ci si trova a vivere. Si ha la possibilità di incontrare ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo, ognuno con una propria cultura, con un proprio carattere e con una specifica visione del mondo. Si impara a rapportarsi con realtà differenti rispetto a quelle a cui si è abituati e ci si confronta su diversi aspetti della propria quotidianità.

Le difficoltà che si incontrano all’inizio possono essere notevoli e possono anche spaventare, ma una volta che si è dentro ci si rende conto che quelle non sono niente paragonate alla crescita personale che un’opportunità come questa può regalare. L’Erasmus permette di vedere la propria realtà sotto una nuova ottica, costringe al confronto con se stessi perché si è costantemente messi alla prova ed è un’occasione di crescita personale e culturale.

Si ha l’opportunità di viaggiare, di sperimentare nuove esperienze e mettersi in gioco completamente. Ed il tutto insieme a compagni di viaggio così diversi ma tutti accomunati dallo stesso desiderio di scoprire nuovi pezzi di mondo.

Si acquisisce un tipo di indipendenza che probabilmente all’inizio neanche si conosceva. E quelli che erano nati come semplici compagni di avventure diventano parti importanti della propria nuova persona tanto che, una volta giunto il momento di tornare in Italia, li si vorrebbe portare con sé!

È un’esperienza unica ed irripetibile, piena di gioie e anche di qualche dolore ma l’unico vero dolore sarebbe quello di non viverla appieno.

Si può partire tristi ed impauriti oppure entusiasti ed eccitati ma l’importante è partire!

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Laura Ferrari

Studentessa di ingegneria gestionale; scienza, innovazione e scrittura sono le mie più grandi passioni.