Skyrim VR: l’alternativa che non convince

28 Giungo 2017

Come dice la nonna: “la minestra riscaldata non è mai buona”. In questo caso, però, non parliamo di prelibatezze culinarie, bensì di videogiochi!

Ebbene sì, stiamo parlando del “nuovo arrivo“ di casa Bethesda: Skyrim VR per PS4.

Il motivo di queste critiche premature nei confronti del titolo risiede nella non-novità che il suo annuncio ha portato con sé.

Ma perché tutto questo accanimento nei confronti del titolo?

In realtà nessun accanimento generale per Skyrim V, il titolo rimane sempre uno dei migliori GdR d’azione open world che il mondo videoludico abbia mai conosciuto. Testimone di questo, il fatto che a sei anni dalla sua uscita se ne parli ancora.

Il vero problema è che il videogioco sia effettivamente rimasto fermo al 2011, data della sua uscita e che abbia fatto veramente pochissimi upgrade (tra cui le espansioni: Dawnguard, Hearthfire, Dragonborn).

Come sfruttare il Playstation VR: nuovi movimenti

Del gioco, è stata presentata una demo in versione ridotta durante l’E3 2017 di Los Angeles. Ovviamente, a differenza del classico gioco su PC o console, si è dovuta trovare una soluzione riguardante i movimenti del personaggio, difficilmente gestibili indossando un visore.

La soluzione trovata si basa su un puntatore all’interno dell’interfaccia di gioco, tramite il quale si riesce a teletrasportare il personaggio, in un punto selezionato nel proprio campo visivo.

Questa soluzione, a quanto detto dagli sviluppatori, dovrebbe essere provvisoria e sarà rimpiazzata da un meccanismo per gestire gli spostamenti più semplificato. Anche perché, conoscendo bene questa tecnologia, è facile avere problemi di nausea e abbandonare la partita dopo pochi minuti (sarà per questo che la demo presentata avesse una durata di pochi minuti?).

Il nemico di fronte ai nostri occhi
Skyrim VR recensione
A caccia del drago

 

 

 

 

 

Per quanto riguarda i combattimenti, sarà finalmente possibile combattere il drago faccia a faccia!

Con questo aspetto, riusciamo a vedere la vera novità del gioco, in quanto ci sembrerà di essere proprio lì a pochi metri dal nemico.

Oltre al fattore immersione, c’è anche una componente non indifferente: i movimenti compiuti dalla nostra testa, per via del visore, sono molto precisi ed è possibile schivare anche qualche colpo semplicemente evitando la traiettoria dell’attacco nemico.

In Skyrim VR la grafica dovrebbe fare la differenza
Skyrim VR - paesaggio
Il mondo di Skyrim VR non è cambiato

 

 

 

 

 

 

Da quello che si è riusciti a vedere durante la demo presentata all’E3, non sembrano esserci delle migliorie grafiche. Questo non sarebbe un grosso problema, se Skyrim VR non fosse un gioco in realtà virtuale.

Dal gameplay su un monitor, a quello su un visore, la differenza grafica è la prima componente su cui cade l’occhio: essendo immersi all’interno del gioco, sarà molto più facile notare le imperfezioni della texture che rappresenta il mondo circostante.

È vero che la grafica non fa un videogame, ma questo principio non è completamente valido per tutti quei giochi che girano su un visore.

Ci aspettiamo comunque almeno delle mod che migliorino l’aspetto grafico di un titolo fermo a troppi anni fa.

La realtà virtuale prende sempre più piede

L’unica vera e grossa frustrazione è quella di non avere un nuovo titolo tutto da scoprire, magari in prima persona in VR. Che il suo successore, The Elder Scrolls VI esaudirà le nostre aspettative?

Nel frattempo, anche Skyrim viene portato nel mondo della realtà virtuale, che cresce sempre di più come ha dimostrato quest’ultimo E3 2017 con i suoi nuovi titoli basati su questa tecnologia.

Scopri quali sono le altre novità nel nostro articolo E3, videogiochi alla riscossa.

Simone Lanzafame

#Games #VR