Lavorare in team: tutti gli ingredienti di una ricetta ben riuscita

Le competenze tecniche diventano sempre più necessarie ma sempre meno sufficienti.

Questa è la premessa del mondo lavorativo odierno, un mondo dove il protagonista è un elemento a cui la scuola, ancora, ci prepara poco: la squadra.

Il lavoro in team richiede skills ormai ben identificate: quelle sociali.

Vediamo quali sono gli ingredienti per la costruzione di una squadra che funziona.

Le persone

Non basta mettere assieme due persone intelligenti per sviluppare qualcosa di intelligente.

Anzi, secondo una ricerca statistica condotta da Woolley et al. (2010), l’intelligenza del gruppo di lavoro “non è fortemente correlata con l’intelligenza media o massima individuale dei membri del gruppo, ma è correlata con la sensibilità sociale media dei membri del gruppo”.

Posizione confermata anche dai ricercatori Google: Julia Rozovsky sostiene che sulla bilancia che misura la produttività di un gruppo, pesi più la qualità dell’interazione fra i suoi membri che non le caratteristiche dei singoli.

Come ingredienti in una ricetta, quindi, è fondamentale scegliere bene i componenti della squadra, favorendo i gruppi misti: abilità sociali diverse ma complementari possono infatti creare una sinergia vincente. Quindi sì a gruppi misti del tipo uomo-donna, introverso-estroverso. 

Il leader

È difficile che 10 persone si trovino in una stanza e sviluppino spontaneamente e in breve tempo interazioni sociali efficaci. A guidare questo processo dev’essere il leader, che deve saper:

– comunicare l’ obiettivo comune

– incoraggiare la fiducia tra i colleghi

– insegnare la comunicazione efficace

– mantenere la calma di fronte alle difficoltà

– risolvere conflitti e costruire consenso

– sfruttare al meglio le potenzialità dei singoli

– gestire le riunioni affinché siano produttive

Ognuno di questi punti è fondamentale, e infatti alcuni di questi sono i nostri prossimi ingredienti. 

La fiducia

Elemento base per la costruzione del “senso di gruppo” è la fiducia fra i membri, intesa come credenza nell’affidabilità dell’altro (Naquin & Kurtzberg 2009).

Necessaria tanto più quando ci si trova a negoziare con gruppi terzi, è chiaro però che essa non può essere cieca, ma deve essere la risposta a comportamenti affidabili.

Attenzione, nel valutare questo, a non lasciarsi trasportare dalle simpatie: secondo gli psicologi, a dare un’immagine affidabile contribuisce anche l’umorismo (Hampes, 1999), ma si tratta appunto solo di un’impressione.

A proposito di umorismo, però, va segnalato come esso renda coeso un gruppo di lavoro poiché crea condivisione emotiva, riduce lo stress, aumenta la creatività, la comunicazione e l’unione di squadra (Romero & Pescosolido, 2008).

Il fatto che vi sia fiducia non vuol dire che non ci possono essere conflitti: se costruttivi, dimostrano mobilità di idee e carne al fuoco.

Cosa significa costruttivi? Che non devono basarsi su invidia ed atteggiamenti egoistici. Ricordarsi sempre che se un singolo cresce, tutto il gruppo cresce

La coordinazione

Ogni componente deve avere ben chiaro qual è il suo ruolo, qual è il suo compito e com’è strutturata la gerarchia aziendale.

Altrimenti, sarà frequente ritrovarsi con lavori fatti a metà perché “pensavo se ne occupasse lui” o più semplicemente “non pensavo di dovermene occupare io”. Se si dovesse cambiare progetto o fare un’inversione di marcia, inoltre, il cambiamento non sarebbe traumatico perché ognuno saprebbe qual è il suo ruolo e da dove ripartire.

Ogni componente deve avere ben chiaro perché il suo ruolo è importante e perché un certo compito gli viene assegnato. Sentirsi importanti per l’obiettivo del team è fondamentale per la motivazione e quindi per la produttività. 

La comunicazione

Una comunicazione poco efficacie è una delle prime ragioni del fallimento di un gruppo.

Poche regole perché questo non accada:

– Avere un solo e apposito strumento di comunicazione: è facile perdersi fra i mille canali di informazione che ogni giorno tutti usiamo (email, newsletter, messaggistica istantanea…). Che si tratti di assegnare compiti o di distribuire informazioni, è importante che la trasmissione sia fatta su canali prestabiliti e di cui tutti conoscono la modalità di utilizzo.

– Sapersi esprimere in base al destinatario: mettersi nei panni di chi riceverà la comunicazione, evitare gerghi tecnici inutili e parole auliche, usare frasi brevi e lineari.

– Saper dialogare: saper fare e ricevere critiche, non prevaricare nel dialogo sugli altri, ascoltare le opinioni di tutti. 

Vuoi sapere se la tua squadra ha tutti gli ingredienti giusti?

La prossima volta che sei a riunione osserva e osservati e confrontati con questo articolo; la riunione è infatti per eccellenza la sede d’esame più adatta per verificare se il vostro gruppo funziona!

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Lorena

Brescia, classe 1994. Studio Ingegneria e mi perdo in domande sulla società. Mi piace raccontare punti di vista.

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