Le mie prime parole sulla finanza

UN PO’ DI STORIA

Intanto, perché il sistema finanziario traino dell’economia globale si chiama Borsa? Ve lo siete mai chiesti?
Il nome deriva dalla famiglia belga dei Van Der Bourse, il cui stemma era rappresentato da tre borse, proprietari di un palazzo nella città di Bruges, che nel 1500 era luogo d’incontro fra banchieri e mercanti.

Questi contrattavano fissando il prezzo delle merci in una compravendita infinita.
In realtà la prima Borsa con una struttura simile a quella che abbiamo ancora oggi, nacque nel 1531 ad Anversa, in Germania. All’epoca il termine aveva un significato semplice: edificio nel quale degli operatori (i compratori ed i venditori) contrattavano il valore delle cose.

Dopo la seconda metà del 1500 un po’ in tutta Europa fiorirono dei centri borsistici: Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Austria ed Italia. Il centro finanziario più grande e conosciuto, la Borsa americana di Wall Street, nacque solo nel 1729.

PRIMA DISTINZIONE: Borsa Valori vs Borsa Merci

Con il passare degli anni, la Borsa non si occupò più solo di prodotti e merci tangibili, ma divenne strumento per finanziare alcune attività dell’uomo, quali le industrie ed i governi.
Si arriva così alla prima distinzione fondamentale: Borsa Valori vs Borsa Merci.
La prima contratta dei soldi intangibili, rappresentati da azioni ed obbligazioni.
La seconda contratta, come all’epoca di Bruges, prodotti fisici: materie prime, metalli preziosi e non, cereali e prodotti energetici.

SECONDA DISTINZIONE: Azioni ed Obbligazioni vs Merci

Una volta si aveva ricchezza quando si possedevano oggetti di valore. Li si poteva toccare e vedere e constatarne i pregi ed i difetti. Quando si sono cominciate ad avviare le prime industrie tante persone, i soci, partecipavano ciascuno con una propria quantità di denaro alla costruzione delle fabbriche e al finanziamento dell’attività. Questi possedevano una ricchezza, il loro investimento, ma non si poteva dare a ciascuno un mattone dell’edificio che avevano contribuito ad erigere, oppure un dipendente che avevano provveduto a pagare.

È nata la necessità quindi di creare un qualcosa che li attestasse come proprietari di un oggetto di valore, talvolta non visibile o tangibile. Ecco che si arriva alla seconda distinzione fra prodotti contrattati in Borsa: Azioni ed Obbligazioni vs Merci.
Azioni= rappresentazione del valore di un investimento e del suo andamento nel tempo, è una fettina minuscola dell’intera azienda/impresa.
Obbligazione= promessa di pagamento, si utilizzano di solito per “fare cassa”, ovvero ricevere nell’immediato una certa quantità di denaro e promettendone la restituzione con gli interessi dopo un intervallo di tempo fissato.
Merci= prodotti fisici comprati e venduti in grandi quantità.

Molto interessanti sono i cosiddetti prodotti “derivati”. Questi si collocano in entrambi gli insiemi Azioni/Obbligazioni e Merci. Il loro valore in Borsa dipende dall’andamento del prezzo, quindi del valore, dell’azione, dell’obbligazione oppure della merce cui sono legati. Mutano al mutare delle condizioni sul prodotto principale.

PERCHE’ LA BORSA SALE E SCENDE?

La spiegazione più semplice è: quando tante persone decidono di acquistare altrettante azioni, allora il prezzo di queste ultime aumenta e, globalmente, anche il valore della merce trattata sul grande mercato chiamato Borsa Valori. Al contrario, quando i possessori decidono di disfarsi delle loro azioni vendendole, i prezzi di queste ultime scendono e così anche la Borsa.
Nello slang del finanziere queste fasi di rialzo e di ribasso sono rappresentate da due animali: l’orso ed il toro.

L’orso è l’allegoria per il calo dei prezzi e gli investitori che scommettono, generando profitti, su questo tipo di andamento sono chiamati bearish.
Il toro invece incarna l’aumento dei prezzi sul mercato e gli investitori prendono il nome di bullish.
L’origine dell’utilizzo di questi due animali in particolare è quasi mitica, ma una spiegazione logica potrebbe essere nella modalità che hanno di attaccare le loro prede: il toro muovendo le corna dal basso verso l’alto e l’orso con zampate dall’alto verso il basso.


Infine introduciamo gli ultimi strumenti fondamentali per poter interpretare correttamente i valori delle azioni e il loro possibile futuro: parliamo degli Indici.
Questi, come suggerito dal nome, sono degli indicatori e ne esistono tantissimi: per esempio il DAX, indice della Borsa tedesca, oppure il DOW JONES, per quella americana e il FTSE MIB per l’Italia.
Bisogna pensare agli indici come un’aggregazione di dati costituita dall’andamento del valore delle azioni in rapporto al volume della “merce” scambiata; un indice potrebbe quindi risultare positivo nonostante alcuni titoli che lo compongono subiscano diminuzioni di prezzo.

Dopo questa breve panoramica non temere più quel “Il Sole 24 Ore” appoggiato con disinvoltura sul tavolino di un bar, il linguaggio della finanza non ha più segreti!

,
Eleonora Maunero

Studentessa di ingegneria gestionale. Mi annoio facilmente e coltivo tutte le passioni che mi passano per la testa. La scrittura è una di quelle cui tengo di più. Adoro ballare, leggere, guardare film, fare foto, viaggiare e cantare a squarciagola in macchina