Lo studente fuori sede

Lo studente fuori sede è quel soggetto che, troppo presto nella sua vita, ha avuto la brillante idea di trasferirsi in una nuova città per inseguire la sua passione.

Una nuova città, diverse abitudini, nuove persone, uno stile di vita completamente nuovo e tutto da scoprire. L’emozione è alle stelle, un sacco di novità lo aspettano e non vede l’ora di scoprirle tutte!

Ecco alcuni dei momenti che lo studente fuori sede deve affrontare quando arriva nella nuova città.

L’avventura ha inizio con il primo e travagliato step: la ricerca di un appartamento.

Il più delle volte questa comincia su diversi siti internet, scorrendo le diverse offerte dalla più economica, che propone un ambiziosissimo posto in un letto a castello all’interno di un appartamento composto da altre 10 persone con un unico bagno in comune, alle più costose, che offrono addirittura il lusso di un balcone o, ancora meglio, un giardino. È già a questo punto che lo studente fuori sede si rende conto di dover rivedere le proprie aspettative circa quella che sarà la sua casa per gli anni a seguire, dovendo rinunciare al divano con tv da 50 pollici ai quali era tanto affezionato.

Una volta scelto l’appartamento più adatto, arriva il secondo, e spesso molto critico, step: la conoscenza dei nuovi coinquilini. Le tipologie di inquilini che si possono incontrare in questa occasione sono innumerevoli, e gli approcci sono tra i più vari. Dal coinquilino “casinaro e festaiolo”, al “fattone”, fino a finire con il classico “nerd”. Ma questo non è importante, perché ciò che accomuna i diversi coinquilini è la consapevolezza di condividere le stesse condizioni e nasce così una sorta di solidarietà tacita che fa sentire tutti un po’ più a casa.

Tra le altre sfide lontano dal proprio paese, una delle più traumatizzanti per il povero studente è quella del cibo! Il più delle volte quando apre il frigo, quello è mezzo vuoto ed è solo in queste occasioni che si ricorda che forse sarebbe anche il caso di andare al supermercato una volta ogni tanto.

Per non parlare poi del livello di cibo che (non) c’è durante la sessione esami. In questo periodo, infatti, il tipico studente fori sede si affida ad ogni tipo di sostanza commestibile che si possa trovare in scatola o già pronta. Scatolette di tonno hanno salvato intere generazioni di studenti fuori sede sotto esame!

Un altro tasto dolente: la lavatrice! Strano macchinario di cui solo mamme e nonne conoscono il vero funzionamento. Ma anche in questo caso, dopo lenzuola che da bianche sono diventate multicolore, maglie trasformatesi in top, e calzini scomparsi, lo studente fuori sede riuscirà a distinguere il detersivo dei piatti da quello della lavatrice, interpretare i diversi geroglifici disegnati accanto al bottone di avvio della lavatrice ed ottenere finalmente un bucato impeccabile (o quasi).

L‘università. Il motivo principale, e spesso l’unico, che ha spinto lo studente a trasferirsi è lo studio. Spinto da mille buoni propositi quindi, si reca nella nuova università, impaziente di scoprire i nuovi corsi e soprattutto di conoscere nuove persone con cui stringere amicizia. Un’esperienza non semplice questa; abituarsi ad un diverso modo di studiare o di seguire lezione, doversi adattare ad un differente approccio con i professori e compagni, tutte esperienze che creano un iniziale senso di smarrimento nello studente fuori sede.

Per questi ed altri numerosi motivi, essere uno studente fuori sede non è semplice come si può credere, specialmente nei momenti iniziali in cui le difficoltà sono tante e tutte nuove. Ma si tratta solo di un periodo di assestamento che poi lascerà spazio ad un’esperienza arricchente come poche altre. Gli amici e i coinquilini diventeranno una seconda famiglia, e ci si renderà conto che non esistono ostacoli impossibili da superare.

Questi sono solo alcuni dei motivi per cui la vita da fuori sede è un‘esperienza che consiglierei a tutti.

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Laura Ferrari

Studentessa di ingegneria gestionale; scienza, innovazione e scrittura sono le mie più grandi passioni.