Google cambia il mercato dell’editoria on-line

Oggi siamo abituati a pensare che disporre di informazioni su internet in modo gratuito sia non solo la normalità, ma che sia adirittura sbagliato dover pagare per essere informati. In realtà non è così: avere notizie attendibili e di qualità costa. Recentemente Google ha comunicato iniziative volte ad una maggior tutela degli editori on-line. Lo scopo è di sostenere l’informazione a pagamento e rendere più semplice la sottoscrizione di abbonamenti per gli utenti.

Cominciamo dall’inizio



La policy stabilita da Google che fino ad ora ha regolato la lettura di notizie sul web e l’eventuale abbonamento ad un giornale on-line si chiama First Click Free, FCF. Essa prevede che gli editori forniscano attraverso Google Search e Google News un numero giornaliero prestabilito di articoli gratuiti prima della comparsa di un paywall che richiede all’utente di abbonarsi. La soglia prevista era di cinque articoli nel 2009 ed è successivamente stata ridotta a tre nel 2015.

Una novità è arrivata ad ottobre 2017, quando Google ha comunicato la sostituzione della FCF a favore del modello Flexible Sampling. Con questo sistema è l’editore stesso a decidere il numero di articoli gratuiti da presentare.

Perché fornire articoli gratuiti?

La risposta è piuttosto semplice e si può riassumere con l’espressione “Try before you buy”. L’utente che non abbia ancora sperimentato la qualità dei contenuti di un giornale, non sarà disposto a sottoscrivere un abbonamento. È quindi necessario che gli editori diano accesso a contenuti gratuiti per persuadere il lettore ad acquistare il proprio prodotto.

La criticità di questo meccanismo sta proprio nel definire il numero ottimale di articoli gratuiti da offrire. Se l’editore da una parte vuole minimizzarlo il più possibile, dall’altra sa che una soglia troppo bassa riduce la probabilità che gli utenti si convincano ad acquistare un abbonamento.

Secondo Google i giornali sono in una posizione migliore per stabilire quale sia la strategia di campionamento migliore per ognuno di loro. Infatti differenti editori si rivolgono a diverse tipologie di utenti e non esiste una soluzione univoca da adottare. Ai giornali non resta quindi che sperimentare più strategie per poi selezionare la più efficiente.

Le linee guida di Google

Per comprendere meglio gli impatti di differenti tipologie di campionamento, Google in collaborazione con diversi editori ha sviluppato una serie di esperimenti. Questi hanno dimostrato che anche piccoli cambiamenti nel numero di articoli gratuiti hanno grandi conseguenze sull’esperienza dell’utente potendo restringerne l’accesso e influenzare il ranking su Google Search.

Sulla base di questi risultati Google ha creato delle best practices sull’implementazione del Flexible Sampling, fornendo consigli sull’utilizzo di due particolari strategie: metering e lead-in.

Metering

Questo termine indica il meccanismo descritto fino ad ora che prevede l’utilizzo di un numero gratuito di articoli forniti all’utente.

Google consiglia di applicare una strategia su base mensile anziché giornaliera perché più flessibile. Infatti la variazione di un’unità nel corso di un mese ha un impatto minore rispetto a quella che avrebbe se il numero cambiasse giornalmente. Un ulteriore vantaggio consiste nel permettere all’utente di diventare sempre più familiare e fedele ad uno specifico giornale. In questo modo il paywall si presenta solo ai lettori che hanno seguito i contenuti più a lungo ed in modo più continuativo, i quali saranno anche i più predisposti ad abbonarsi.

Nonostante non ci sia un numero ottimo di campionamento valido per tutti gli editori, Google indica come soglia iniziale quella di dieci articoli al mese. In seguito ogni giornale potrà diminuire tale numero iterativamente finché lo ritiene opportuno. Le aspettative prevedono di arrivare ad una soglia ottima compresa tra sei e dieci.

Lead-in

Questa strategia si applica solo una volta che sia stato superato il numero di articoli gratuiti stabilito dall’editore. Prevede di mostrare solo le prime frasi relative ad un articolo lasciando la parte rimanente fruibile solo da coloro che sottoscrivono un abbonamento. Questo meccanismo crea più valore per l’utente rispetto alla visualizzazione di una pagina in cui l’intero contenuto è bloccato perché stimola la sua curiosità riguardo la continuazione dell’articolo.

Queste sono le nuove misure che vedremo applicate on-line prossimamente da tutti gli editori. Una piccola vittoria per i giornali che, vedendo sempre più sostenuto il loro business, hanno anche maggiori incentivi ad aumentare la qualità dei loro contenuti.

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Laura Ferrari

Studentessa di ingegneria gestionale; scienza, innovazione e scrittura sono le mie più grandi passioni.