Dal fallimento al successo: storie di aziende e imprenditori

04 Gennaio 2018

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Oggi sono compagnie di fama mondiale, ma il loro passato non è tutto rose e fiori. Nella vita di un imprenditore il fallimento è dietro l’angolo e bisogna saper reagire affinché il business non vada alla deriva.

Le storie che stiamo per raccontare parlano di reazioni al fallimento e di forza di volontà per raggiungere il traguardo. Un buon manager deve agire nei momenti bui per risollevare le sorti della compagnia e, spesso, di molti dipendenti che altrimenti resterebbero senza lavoro.

Ford

Nel 1889, dopo aver lasciato il suo lavoro alla Edison Illuminating Company di Detroit, Henry Ford fondò la Detroit Automobile Company, la prima iniziativa in campo automobilistico in una città che sarebbe diventata di lì a poco il fulcro dell’industria dell’automobile. La compagnia fu fondata con il sostegno di tre investitori, tra cui figurano il sindaco di Detroit Maybury ed il senatore Palmer. L’investimento iniziale fu di 15 mila dollari (circa 370 mila dollari attuali) e i creditori premevano per essere remunerati, ma Ford si ostinava a voler perfezionare il proprio modello di auto.

Nel 1900 Ford completò un veicolo alimentato a benzina, il primo della compagnia, ma presentava parecchi difetti. Nel 1901 venne lanciata la prima auto prodotta in serie, la Curved Dash Oldsmobile, della Oldsmobile, azienda concorrente con sede nello stesso stato del Michigan.  Gli investitori iniziarono a dubitare delle capacità di Ford di immettere un modello funzionante sul mercato e l’azienda chiuse passati due anni dalla sua fondazione registrando perdite per 86 mila Dollari, corrispondenti a circa 2 milioni attuali.

Ford non si lasciò scoraggiare dall’accaduto e riorganizzò l’azienda nella Henry Ford Company. Costruì alcune auto da corsa: tra queste la Sweepstakes con la quale sconfisse in gara nel 1901 il campione americano Winton. Dopo alcune controversie con i suoi finanziatori Henry Ford fondò la Ford Motor Company nel 1903, società che in pochi anni riesce a conquistare il mercato internazionale.

Nel 1906 Ford è il marchio più venduto negli Stati Uniti, tra il 1909 ed il 1913 approda in Gran Bretagna e in Argentina, nel 1921 la produzione supera il milione di unità all’anno, circa dieci volte quella di Chevrolet, secondo marchio più venduto. I successi dell’azienda sono molti e la portano ad essere la realtà che noi tutti oggi conosciamo.

Il capitale ottenuto da Henry Ford grazie alla sua azienda si aggira intorno ai 199 miliardi di dollari, una cifra immensa che lo renderebbe la nona persona più ricca della storia. Le innovazioni che lui ha introdotto sono tante, dalla Ford T alla catena di montaggio, frutti del suo talento imprenditoriale e della sua passione per i motori. Una sua celebre citazione recita: “C’è un vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti”.

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Lego

La celebre azienda dei mattoncini colorati nacque dalle ceneri (nel vero senso della parola) del laboratorio di falegnameria del danese Ole Kirk Kristiansen.

Nel 1924, circa 8 anni dopo la sua apertura, la falegnameria venne colpita da un incendio che la devastò. Kristiansen ricostruì la fabbrica ampliandola, ma la crisi del ’29 lo costrinse ad abbassare i costi di produzione. Kristiansen pensò allora di ridurre le dimensioni dei suoi prodotti per facilitarne la progettazione: da qui l’ispirazione per produrre giocattoli a partire dal 1932.

Bisogna però aspettare il 1958 per vedere i mattoncini assumere la forma che noi tutti oggi conosciamo, cui seguì un notevole sviluppo che portò l’azienda al successo.

Tuttavia, l’azienda famosa ormai in tutto il mondo nel 2003 registrò un deficit in bilancio pari a 188 milioni di euro. La politica di riduzione dei costi adottata come contromisura portò al licenziamento di circa mille dipendenti. Le cause della crisi sono da attribuire alla pessima gestione: il costo di produzione di determinati prodotti superava il prezzo di vendita, i designer assunti dalle migliori scuole non avevano le competenze necessarie per progettare giocattoli, in pochi anni la produzione aumentò da 6 a 12 mila mattoncini con inevitabili problemi logistici.

A salvare la compagnia ci fu l’esordio in quel periodo nel settore licensing, grazie ai kit ispirati alle saghe come “Star Wars”. Il processo di risanamento continua e accelera con l’ingresso dell’ex consulente McKinsey Knudstorp, fino al raggiungimento dei 14,6 miliardi di dollari e, quindi, al superamento nel 2012 nei confronti della Mattel (14,4 miliardi), diventando così il primo produttore di giocattoli al mondo.

KFC

La storia del marchio portato al successo da Harland Sanders ebbe inizio nel 1930 in una stazione di servizio di Corbin, USA. Sanders, infatti, decise di aprire il punto ristoro chiamato Sanders Court & Café, conquistando un buon successo che gli fece guadagnare il titolo di Colonnello del Kentucky nel 1936. Con il tempo il Colonnello espanse la sua attività costruendo un motel adiacente al ristorante e modificando il processo di cottura del pollo per ridurre i tempi di attesa da parte dei clienti.

La celebre ricetta segreta fu elaborata da Sanders nel 1940 e tuttora rimane sotto stretta sorveglianza.

A complicare gli affari di Sanders, nel 1950, fu la progettazione della Interstate 75, la quale deviò il traffico lontano da Corbin. Sanders reagì vendendo le sue proprietà e ricevette il suo primo assegno di disoccupazione a più di 60 anni.

Tuttavia, il Colonnello ebbe l’idea di vendere la sua ricetta ai ristoranti mediante il modello del franchising: ricevette circa un migliaio di rifiuti prima di incontrare a Salt Lake City il parere favorevole di Pete Bateman. Siamo nel 1952, anno di inizio della rivincita del Colonnello.

Nel 1964 il pollo fritto del Kentucky viene venduto in 600 punti vendita tra USA, Canada e UK. In quello stesso anno Sanders vendette il marchio per 2 milioni di dollari, rimanendo comunque uomo-simbolo della compagnia.

Oggi KFC è presente in oltre 116 paesi con più di 19 mila ristoranti e 750 mila dipendenti.

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Alessio Colella

#business #Ford #KFC #Lego