“Carne pulita”, presto sulle nostre tavole. I giganti dell’economia mondiale ci credono.

Grazie alle nuove tecnologie la startup statunitense Memphis Meats è in grado di produrre carne in laboratorio. Una grande novità nel settore agroalimentare. 

Mangiare carne di manzo, pollo e maiale prodotta in laboratorio. Fantasia? No, pura realtà. Al di là dell’Atlantico, in California, un’importante startup ha deciso di lanciarsi in questa nuova sfida. Si tratta della Memphis Meats, che ha avviato un progetto di “produzione” di carne buona e genuina con sole poche cellule animali.

In quest’idea credono in molti, infatti sono già riusciti a raccogliere 22 milioni di dollari ( circa 18,5 milioni di euro), provenienti da investitori di assoluto prestigio, tra cui i due magnati Bill Gates, fondatore della Microsoft, e Richard Branson, fondatore della Virgin. «Sono entusiasta dell’investimento. Credo che in 30 anni non avremo più bisogno di uccidere gli animali. La carne sarà “pulita”, gustosa e più sana per tutti», questo il commento di Branson durante l’intervista rilasciata a Bloomberg.

Un vero e proprio business si sta sviluppando intorno a questo nuovo tipo di carne e la Memphis Meats, per rendere concrete tutte le sue idee, ha deciso di affidarsi alla DfJ, una società leader che ha anche affiancato sul mercato aziende innovative come SpaceX, Skype e Tesla. Ma la lista dei finanziatori non finisce qui, hanno deciso di mettersi in gioco anche Google, Cargill, colosso dell’agroalimentare, istituti di ricerca e Kimbal, fratello di Elson Musk, imprenditore e venture capitalist che da un pò di anni scommette su nuove tecnologie e food companies

Fondamentale il ruolo della tecnologia?

Ebbene sì, alcuni scienziati hanno brevettato una tecnica che permetterà di abbassare l’alto tasso di inquinamento provocato dall’allevamento di animali, eliminando lentamente la macellazione del bestiame. L’azienda, che già produce carne di oca in laboratorio, ha iniziato a “coltivare” piccole quantità di carne utilizzando cellule prelevate da altre specie animali, quali mucche, maiali e polli.

«La carne coltivata sostituirà completamente lo status quo e allevare animali per mangiarli diventerà semplicemente impensabile […]», queste le parole di Uma Valenti, co-fondatore e CEO di Memphis Meats. Ha spiegato poi, «Faremo la carne al piatto in modo più sostenibile, conveniente e delizioso perché il mondo ama mangiare carne ed è fondamentale per molte delle nostre culture e tradizioni».

Dopo alcune ricerche effettuate, Uma Valenti afferma che la domanda per la carne sta aumentando velocemente in tutto il mondo e ciò sta compromettendo sempre più la salute degli animali stessi e degli uomini. Con questi nuovi metodi di produzione, scomparirebbero tutti questi problemi e la gente potrebbe continuare a mangiare ciò che ama.

In piena sintonia con quest’idea, naturalmente ci sono ambientalisti e vegetariani, entusiasti di provare questo nuovo prodotto, che nell’arco dei prossimi cinque anni potrà essere sulle nostre tavole. Chef pluripremiati sono a lavoro per la creazione di nuove ricette che hanno come protagoniste salsicce, hamburger e polpette sintetiche. «Questo è il futuro della carne. […].», conclude così Uma Valenti.

La Memphis Meats come tutte le altre?

La startup statunitense non è stata l’unica ad aver intrapreso questa strada,  ma c’è qualcosa che la rende unica: il processo di sviluppo della carne sintetica, che ha come obiettivo principale quello di ridurre al minimo il consumo delle risorse naturali. Mentre tutte le altre aziende utilizzano proteine vegetali sostitutive, Memphis Meats seleziona attentamente bovini e suini di alta qualità dai quali vengono prelevate cellule dalla spalla o da altre parti del capo, e dopo averle messe a coltura, “cresce” le bistecche in laboratorio, coccolandole nel siero fetale bovino.

Grazie ad alcuni test effettuati, in cui questa nuova carne è stata confrontata con tagli acquistati nei negozi, è stato rilevato che rispetto all’allevamento tradizionale, c’è una grande riduzione del fabbisogno (90% in meno di acqua e terra e 50% di energia complessiva) e un rischio di contaminazione decisamente più basso.

Inoltre Memphis Meats assicura che in questa carne non ci saranno assolutamente, antibiotici, agenti patogeni ed altri agenti contaminati.

La partita più importante, però, va giocata contro il consumatore. Riuscirà la startup statunitense a conquistare i palati degli amanti della buona carne? Ma soprattutto, quanto il cliente sarà disposto ad accettare l’idea della carne coltivata in laboratorio e ad assaggiarla?

 

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Carmela Pontassuglia

Studio Comunicazione Internazionale per il Turismo. Mi piace incontrare persone nuove e con la scrittura cerco di dare vita alle mie idee.