Il magico mondo Disney: la famiglia si allarga

L’avanzata dell’impero Disney e la battaglia sul conseguimento dell’ ”eterno” copyright su Mickey Mouse, non si placa.

Tutto è iniziato per caso, da un topolino domestico, marrone, che ogni giorno entrava nell’ufficio di Walt Disney per frugare nel cestino dei rifiuti. Da qui, l’ispirazione di zio Walt, per la creazione di Mickey Mouse. Chi l’avrebbe mai detto che un paio di scarpe gialle, dei pantaloncini rossi, dei guanti bianchi, delle orecchie grandi e nere, sarebbero diventati il simbolo intramontabile dei cartoni animati? Ancora oggi, dopo 90 anni dalla sua nascita, Topolino continua ad essere il miglior amico di grandi e piccini.

Col passare del tempo, non è rimasto un semplice Topolino, anzi, è diventato una grande fonte di ricchezza e il più ambito pezzo di proprietà intellettuale per la multinazionale statunitense The Walt Disney Company. «Amo Topolino più di qualsiasi donna abbia mai conosciuto», confidò in un’intervista il disegnatore Walt. Infatti per Disney, il benessere di Mickey Mouse è importante più di ogni altra cosa. Mickey Mouse è Disney e Disney è Mickey Mouse.

Questo grande amore ha portato l’azienda a combattere per assicurarsi un copyright duraturo su Topolino, provocando anche pesanti modifiche negli statuti federali.

 Paura del dominio pubblico?

All’uscita ufficiale del primo corto animato “Steamboat Willie” nel 1928, era in vigore il Copyright Act 1909, che estendeva il diritto a 56 anni di tutela. Sin da subito la Disney, per prolungare la protezione del diritto d’autore, ha speso milioni per creare lobby politiche e ottenere una nuova legislazione sul copyright.

A metà degli anni ’90, la multinazionale dovette difendersi da un destino fatale e imminente. Oltre alla scadenza del copyright su Topolino nel 2003, avrebbe perso anche Pluto nel 2005, Pippo nel 2007 e Paperino nel 2009.

Il gruppo, unito, valeva miliardi e per mantenerlo, l’azienda si è fatta amica alcuni legislatori per far sì che la sua proposta, ovvero quella di estendere i copyright aziendali, venisse approvata. Ci riesce e nel 1998, il copyright di Mickey Mouse viene esteso fino al 2023, nonostante le numerose polemiche.

Obiettivo dell’azienda è sempre stato quello di ottenere un copyright “eterno”, ma che risultasse “limitato”, come prescritto nella Costituzione. Sicuramente i lobbisti Disney sono già a lavoro per una nuova legge “allunga vita”, ma, se ciò non dovesse accadere e dal 2023 Topolino dovesse diventare di dominio pubblico?

In realtà non succederebbe nulla di grave, perché, grazie al possedimento da parte di Disney dei 19 marchi registrati legati a Topolino, rinnovabili in maniera arbitraria, il personaggio è protetto dalla realizzazione di nuovi cartoni animati e prodotti per l’infanzia.

 Ma per quali diritti combatte la Disney?

 L’azienda, oltre ad ottenere diritti morali, che attestano la paternità su Topolino, si batte per mantenere saldi diritti di tipo patrimoniali ed esclusivi, quali: produrre copie o riproduzioni e venderle, creare opere derivate, rappresentare o mostrare l’opera in pubblico, vendere o assegnare questi diritti ad altri, trasmettere via radio o video.

La The Walt Disney Company, non si stancherà mai di combattere per assicurarsi questi diritti sulla sua tanto amata creazione, così come non si stancherà mai di crescere e di espandere il suo impero, grazie alla forza e alla determinazione prima dello zio Walt e ora dei suoi discepoli. Il 15 dicembre 1966, è morto l’uomo, non il sogno.

 Il Regno Disney in continua espansione

Tutti siamo cresciuti con i cartoni animati Disney, e nelle nostre menti si è consolidata l’idea che quest’azienda si occupasse solo di intrattenimento per i più piccoli. Ma il mondo Disney, ormai da qualche anno, sta cambiando, e oggi, è in grado di coinvolgere un pubblico molto più vasto e le famiglie al completo.

Con l’acquisizione della Pixar, la compagnia ha ampliato il bacino d’utenza degli appassionati di animazione, abbracciando anche coloro che non sono mai stati amanti dei Classici Disney. Subito dopo è toccato ai supereroi di Marvel e alle serie televisive musicali, che hanno permesso l’entrata nel suo target anche di adolescenti, nerd e la controparte femminile. Il puzzle è stato poi completato con il conseguimento di Star Wars, che ha incentivato anche le vendite nei Disney Store, con il nuovo merchandising.

Ma la Disney non è abbastanza sazia, e avanza verso nuove conquiste.

Ultimo affare in corso, riguarda l’accordo con la 21st Century Fox. La trattativa con Rupert Murdoch va avanti da mesi: la Disney vuole gli studios cinematografici e televisivi di Fox, Fx, National Geographic, una quota di Hulu e anche gli asset internazionali di 21st Century Fox, incluso il 39% di Sky. A 21st Century Fox resterebbero solo Fox Sports 1 e Fox News.
Tutte aggiunte, queste, che arricchirebbero la Disney di tanti altri supereroi, come gli X-Men e delle storiche e inimitabili serie animate, una tra tutte i Simpson.

Ma cosa vuole realmente la Disney?

Il vero obiettivo del gruppo di animazione è diventare sempre più forte nello streaming e iniziare a rappresentare una “minaccia” per i colossi Netflix e Amazon, sui quali incombe la decisione delle autorità americane, che vogliono abolire la neutralità delle rete e aprire la strada a un web a due velocità.

Questa intesa comporterebbe, per la Disney, un enorme rafforzamento sul digitale e all’estero, mentre per la famiglia Murdoch, un ridimensionamento del loro impero. Non si tratta quindi di uno smantellamento e della morte della società, ma, come afferma Murdoch «Sarà un nuovo inizio».
Se l’operazione, del valore di circa sessanta miliardi di dollari, dovesse andare in porto, l’amministratore delegato Disney, Bob Iger, non potrà più dimettersi nel 2019, come concordato, ma avanza già l’ipotesi di un nuovo sostituto: il figlio di Murdoch, James, attuale presidente di Fox.

 Una grande rivoluzione sta arrivando a Hollywood.

 Ma qualcuno l’aveva predetto: The Simpson

Sì, proprio loro, che stanno per entrare nel magico mondo Disney, circa vent’anni fa, ci avevano visto lungo e durante l’episodio 5 della decima stagione, “When you dish upon a star”, è apparso il cartello «20th Century Fox, una divisione di Walt Disney Co», sugli studi televisivi Fox.

La famiglia più amata del teleschermo, firmata Matt Groening, ha azzeccato l’acquisizione della Fox a Disney, ma non solo, ha previsto anche la vittoria di Donald Trump alle elezioni americane, i brogli elettorali e, persino, la coreografia di Lady Gaga al Super Bowl.

Insomma, i Simpson sono dei veri e propri veggenti, chissà se avranno altro in serbo che riguarda il futuro della nostra umanità.

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Carmela Pontassuglia

Studio Comunicazione Internazionale per il Turismo. Mi piace incontrare persone nuove e con la scrittura cerco di dare vita alle mie idee.