Quanto sei competitivo sul mercato?

articolo a cura di Giulia Giglio

Competitività, dal latino cum e petere, andare insieme, significa capacità di affrontare la concorrenza. Questa ha prevalente, ma non esclusivamente, un significato economico che spesso si riduce ad una mera questione di numeri e punteggi. In realtà significa molto di più. La competitività è un concetto multidimensionale; essa non ha, infatti, un significato assoluto, ma deve essere relativizzata nei confronti di altre forze in continuo divenire, prime fra tutte il tempo e lo spazio.

Dal punto di vista spaziale la competizione oggi non è solo fra imprese nello stesso settore e nello stesso mercato, ma diventa tra mercati, territori e paesi diversi; si parla quindi di competizione internazionale.

Dal punto di vista temporale, invece, la competitività si può dire reattiva; nel senso che, per rimanere tale, deve adattarsi ai piccoli e grandi cambiamenti che influenzano il sistema economico in cui opera l’impresa (nuove tecnologie, cambiamento di gusti e bisogni della clientela, la presenza nel mercato di prodotti o servizi sostituibili). Ogni impresa ha le proprie routine, ma la troppa inerzia decisionale e operativa rischia di ridurre sensibilmente il suo grado di competitività.

Grado di competitività

La competitività, essendo relativa, è una grandezza misurabile e la sua valutazione non può prescindere dai concetti di concorrenzialità e parità di condizioni.

Nel caso della concorrenzialità, ha senso ricavare il grado di competitività solo quando i sistemi da confrontare sono numerosi e vari. Inoltre, il confronto deve esserci a parità di condizioni e questo di solito non avviene, soprattutto in termini di disparità geografiche e sociali.

Ciò che serve è valutare lo stato di salute di un’impresa rispetto a uno o più termini significativi. Gli indicatori della competitività sono tanti; degli esempi possono essere la produttività, la profittabilità e l’efficienza sul versante dei costi; oppure il tasso di crescita del fatturato, la varietà dell’offerta, la quota di export e il grado di soddisfazione e di fidelizzazione della clientela sul versante del mercato; o infine il tasso di sviluppo e il grado di innovazione sul versante tecnologico. 

I sette driver della competitività

La competitività dell’impresa può essere facilmente interpretabile attraverso il modello circolare dei sette driver, che prende in considerazione tutti gli elementi, interni ed esterni, che influenzano l’impresa.

Management. Comprende tutti quei fattori che sono interni all’impresa e sui quali è possibile intervenire per migliorarne la competitività; come la scelta della struttura giuridica e del sistema di governo, l’utilizzo di sistemi di controllo e di reporting.

Logistica. Indicano tutti quei fatturi esterni che possono facilitare lo sviluppo della competitività di impresa; come i trasporti pubblici e la qualità delle infrastrutture di autostrade e ferrovie. Questi non necessariamente dipendono dall’impresa stessa, ma sono scelte adottate a livello nazionale o regionale e periferico, per questo motivo, prima di entrare in un determinato mercato è necessario verificare le c.d. barriere all’entrata, le quali, oltre che fisiche, possono essere anche istituzionali o legali.

Lavoro ed etica. Questo topic è associato alle caratteristiche nel mercato del lavoro; se presenta forme più flessibili, il lavoro interinale o a progetto ne sono un esempio, diventa più flessibile anche la gestione delle criticità di impresa, ciò significa più competitività. Questo non deve spaventare perché queste condizioni devono essere correttamente bilanciate all’etica professionale, escludendo quindi le ipotesi di riduzione dei costi di produzione a scapito dell’immoralità o addirittura, della legalità.

Territorio. Politiche territoriali adeguate giocano un ruolo importante nella competitività di impresa; riqualificazioni e creazione di nuova imprenditorialità, formazione e innovazioni, infatti, attraggono nuovi utenti e determinano creazione di valore.

Progettualità pubbliche. Anche questi sono fattori esterni e indicano tutte le risorse messe a disposizione dal soggetto pubblico alle imprese.

Internazionalizzazione.  Se l’impresa opera in un territorio più internazionalizzato risentirà sicuramente di un grado di competitività maggiore rispetto ai concorrenti. Occorre però contestualizzare il discorso facendo un’ampia valutazione dei rischi di entrata in un determinato settore di mercato.

Risorse critiche. Sono le risorse che l’impresa acquisisce o condivide con l’esterno, necessarie per la circolazione di flussi di conoscenza e creazione di valore; centri di ricerca e sviluppo, servizi di consulenza offerti da ordini professionali, formazione offerta dalle Università. Se non sono garantite continuamente indeboliscono la competitività aziendale.

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Alessio Colella

Nato a Torino nel 1994. Studente di Ingegneria Gestionale, amo raccontare tutto ciò che mi circonda.