Tutti pazzi per lo streaming musicale

22 Marzo 2018

Negli anni ’90 il passaggio dall’audiocassetta al CD era stato qualcosa di straordinario: il digitale iniziava, infatti ad entrare nel mondo della musica. Con il passare del tempo, il vecchio Walkman ha lascato il posto prima al buon lettore MP3, successivamente al super tecnologico iPod.
L’evoluzione non si è fermata ovviamente qui: protagoniste indiscusse dei nostri giorni sono sicuramente le piattaforme di musica in streaming, le quali sono state accolte con grande acclamazione del pubblico e grande favore del mercato finanziario, dove alcune di loro si sono addirittura quotate.

Quale è il meccanismo di funzionamento?

Ciò che distingue il tradizionale modo di ascoltare musica, tipico del secolo scorso, da quello oggi più di moda, risiede nel concetto stesso di streaming: un flusso di dati audio (nel caso specifico) trasmessi da una sorgente ad un destinatario.
È possibile allora immaginare la piattaforma streaming come un’enorme libreria digitale, non composta da libri bensì da milioni di brani musicali dei più svariati generi: rock, pop, jazz, hip-hop, indie, reggae,blues. Nella maggior parte dei casi, il servizio offerto può essere provato gratuitamente per un periodo di tempo limitato, di solito pari ad un mese.
È necessario sottolineare che l’utente non è proprietario dei brani ascoltati, in quanto mediante diverse formule di abbonamento acquista il diritto di accedere e fruire del solo contenuto. Le piattaforme consento,comunque, di selezionare playlist “preconfezionate” oppure di crearne di nuove personalizzate.
In tal modo, l’utente ha la possibilità di adattare la musica che vuole ascoltare ad un particolare momento della sua giornata o ad un’emozione provata che vuol rivivere o ad una sensazione istantanea.
Ascoltare musica diventa così una vera e propria esperienza che coinvolge l’utente a 360 gradi: la novità è proprio la possibilità di poter scegliere il bravo che si desidera ascoltare quando si vuole e in in qualunque luogo.

Perchè si sono diffuse così rapidamente?

La creazione di applicazioni dedicate ha consentito alle varie piattaforme di invadere il mondo di smartphone, consolle, tablet e PC: Spotify, è certamente la regina indiscussa, con oltre 140 milioni di utenti (dato del 2017); seguita da Apple Music, Google Play Music, Tidal, Deezer, Xbox Music e la recentissima Music Unlimited di Amazon. Il prodotto offerto, ovvero il catalogo di brani musicali è piuttosto omogeneo. La differenziazione risiede nella tipologia di formula di abbonamento, quindi sul prezzo; nella quantità di bravi disponibili, nella possibilità di scaricare musica e ascoltarla anche off-line, nella qualità dell’audio.
Inoltre una delle grandi novità che ha contribuito ad un’ulteriore diffusione (e successo) delle piattaforme in analisi è riscontrabile nel fato che molte case discografiche le utilizzano come unico canale di promozione dei nuovi singoli: è il caso, per esempio, di artisti del calibro di Rihanna. In questo modo la diffusione del brano è sicuramente più veloce poichè l’utente alla data e all’orario stabilito può ascoltare il nuovo brano del suo artista preferito, non dovendo aspettare la pubblicazione dell’album o del videoclip. Ancora, è necessario puntualizzare che quanto affermato prima è favorito anche da campagne di social media marketing utilizzate da molti artisti per “pubblicizzare” le nuove uscite.

In conclusione, è necessario sottolineare che l’enorme diffusione dell’uso delle piattaforme streaming ha indebolito il potere delle radio che fino a qualche decennio fa era sicuramente più forte e solido. Quest’ultime infatti hanno cercato di riconquistare alcune fette di mercato consentendo per esempio agli utenti di poter ascoltare le frequenze non necessariamente dall’autoradio o dallo stereo, bensì attraverso appositi canali streaming da cui si può accedere con una connessione ad internet.
In futuro non è detto che queste azioni “salvagente” potrebbero indebolire colossi come Spotify che addirittura hanno tutta l’intenzione di quotarsi in borsa.

Alessandra Ferrara

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