Tre fallimenti famosi con un denominatore comune

09 Aprile 2018

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Cosa hanno in comune le chitarre più famose al mondo, le macchine fotografiche usa e getta e i DVD a noleggio?
In apparenza niente, ma i grandi marchi come Gibson, Kodak e Blockbuster hanno sicuramente visto periodi migliori e c’è una causa che, forse, accomuna il fallimento di queste aziende.

Gli strani casi

Da qualche giorno, gli amanti di uno dei più importanti brand per la produzione di chitarre e bassi iniziano a temere di veder sparire dalla scena l’azienda americana.
Le Gibson Les Paul sono state suonate da artisti come Slash, B.B. King e Bob Marley, addirittura sepolto insieme alla sua chitarra e a una Bibbia, ed è paradossale che, nonostante il fatturato da un miliardo di dollari, l’impresa sia sull’orlo della bancarotta a causa di un eccessivo indebitamento.
Il nuovo CFO, Benson Woo, dovrà lavorare a stretto contatto con banche e creditori per poter risanare la situazione finanziaria e rivalutare i piani di rifinanziamento dei debiti, ma le cose potrebbero rimanere immutate se non verranno previsti cambiamenti nel lungo periodo.

Allo stesso modo, il marchio Kodak, leader di mercato tra gli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, aveva fatturati che sfioravano i 20 miliardi e più di 145 mila dipendenti e sembrava imbattibile agli occhi delle concorrenti.
Poi, a gennaio del 2012, ha chiesto di utilizzare il Capitolo 11 della Legge fallimentare statunitense, ovvero l’ultimo step concesso negli USA prima di dichiarare bancarotta.
Nessuna pellicola giallo-rossa, nessuna macchina fotografica usa e getta, nessun negozio per la stampa “immediata” dei ricordi delle vacanze è sopravvissuto al taglio subìto dall’impresa.

Come dimenticarsi dei DVD noleggiati prima di tornare a casa e godersi un bel film con la propria famiglia?
Non è stato poi così impossibile, considerato che Blockbuster, colosso del commercio video tra gli anni ’80 e 2000, ha chiuso i battenti per lasciare il posto alle piattaforme streaming che spopolano oggi.
Anche in questo caso, i punti vendita erano situati in 25 Paesi e solo negli Stati Uniti erano quasi 5000 alla fine degli anni ’90, per non parlare della popolarità raggiunta dall’azienda tra i clienti stufi di doversi confrontare con i palinsesti delle reti televisive.
Eppure, con l’arrivo di Netflix sul mercato americano, la grande distribuzione di Blockbuster non ha retto il colpo.

Il motivo dei crolli

Una ragione comune a questi (e molti altri) fallimenti famosi è da ricercare nei mercati e nei settori di appartenenza.
Cosa hanno in comune? L’evoluzione e il mancato adattamento alla modernità.

Il caso Kodak è stato esplicativo per gli studiosi: nonostante il successo dei decenni precedenti e i diversi brevetti depositati, l’azienda non è stata in grado di sfruttare le nuove tecnologie, scegliendo di puntare su quei prodotti che fino a quel momento le avevano garantito il successo.
Passare al digitale, per la fotografia, è stato fondamentale.
La Kodak non la vedeva in questo modo e ne ha pagato le conseguenze, lasciando spazio a Sony, Canon e Nikon, che ormai si contendono le quote di mercato.

Lo stesso errore è stato commesso da Blockbuster e tanti altri che, proprio a causa di un rifiuto per il cambiamento, hanno perso di vista l’obiettivo di lungo periodo e sono stati spazzati via da chi, invece, ha colto l’occasione e sfruttato le nuove tecnologie per rafforzare la propria posizione.
Per quanto riguarda la Gibson, non è un segreto che i rivenditori online abbiano tagliato sui prezzi, né che le vendite siano in drastico calo. 
La maggior parte dei giovani che decide di imparare a suonare una chitarra ha una vasta scelta di strumenti più economici a disposizione e il mercato degli strumenti digitali non è da sottovalutare, vista la forte espansione dei nuovi generi musicali in circolazione. Non è un caso che le più grandi aziende siano sempre in evoluzione, cercando opportunità e nuovi mercati, rifuggendo la staticità che ha compromesso migliaia di imprese nel mondo. La chiave per la sopravvivenza sembra proprio questa ed è importante che imprenditori e dipendenti ne vedano l’importanza se intendono guidare le proprie aziende verso un futuro certo.

 

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Marian Milazzo

#business #marketfailure