Professione influencer: conosciamoli meglio.

15 Aprile 2018

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– “ Che lavoro fai? ”

– “ Sono un influencer.”

– “ Chi sei?”
– …

Questa, la reazione dell’uomo medio, al sentirsi dire: «Come lavoro faccio l’ “influencer”». Un lavoro ormai che va di moda, che attira una larga fascia di ragazzi, che decidono di crearsi un futuro e un’occupazione, con le proprie mani, le proprie idee e la propria creatività. Sì, perché fare o essere un influencer è un vero e proprio lavoro e, se fatto bene, garantisce anche un bel guadagno.

Se ne parla tutti i giorni, alla TV, in radio, sui giornali, sul web, per strada, in svariati contesti, ma tutti hanno realmente capito chi sono e cosa fanno questi personaggi?

È fondamentale partire dalla definizione stessa di influencer:

individui con un più o meno ampio seguito di pubblico che hanno la capacità di influenzare i comportamenti di acquisto dei consumatori in ragione del loro carisma e della loro autorevolezza rispetto a determinate tematiche o aree di interesse”.

Parafrasando e commentando il significato specifico, è possibile affermare che gli influencers sono degli individui che riescono a condizionare e ad avere un forte impatto sugli utenti e di conseguenza sui brand. In sostanza, diventano dei veri punti di riferimento nell’ambito della comunicazione digitale, per chi ha bisogno di pareri veritieri, imparziali e attendibili.

Una realtà che genera “trust”, in cui consumatori e frequentatori del web, diventano parte attiva del processo informativo, cercando pareri di cui potersi fidare, prima di acquistare un bene o un servizio. L’influencer è come un amico, che grazie alla sua reputazione e alla sua capacità di generare e enfatizzare opinioni e messaggi, influenza e diventa un nuovo e potente mezzo dell’informazione.

Kyle Wong, CEO di Pixel ed esperto di user generated content, afferma che: «I social media hanno cambiato radicalmente i rapporti di forza tra i consumatori e i brand, perché consentono le raccomandazioni da parte dei clienti, svolgendo un ruolo fondamentale nel maturare la decisione d’acquisto». Da ciò è deducibile che il termine “influencer”, ha acquisito un valore concreto e comunicativamente performante grazie ai social, che hanno fatto in modo di non renderlo un semplice sinonimo di vip o celebrità.

Quindi, cosa fa un bravo influencer?

Dotato di un “social carisma”, l’influencer riesce ad alimentare positivamente fan page e gruppi, con la pubblicazioni di post o con interventi accattivanti durante le discussioni. I suoi contenuti, raggiungono elevati livelli di engagement, considerati dalla community autorevoli e interessanti, e ciò va a beneficiare sulla sua immagine e la reputazione e, su quella del brand.

L’influencer costruisce credibilità, crea relazioni e orienta il pensiero degli utenti verso il suo punto di vista.

Come riesce a realizzare tutto ciò?

Potremmo paragonare il suo lavoro a quello di ad uno chef , il quale selezionando e legando i migliori ingredienti, che in questo caso sarebbero: autorevolezza, conoscenza, posizione e relazioni, crea piatti unici che gli utenti sceglieranno fidandosi ciecamente.

Di solito si dedicano ad un tema specifico: nuove tendenze, moda, piatti raffinati e gustosi, località turistiche particolari o insolite, estetica. La cosa importante è che raccontino la realtà.

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Quanti tipi di influncer ci sono?

Brand Ambassador: assunti da grandi marchi, dai quali vengono pagati come portavoce. Sono diversi dai normali influencer perché questi potrebbero essere utilizzati anche per campagne a breve termine. Hanno un contratto preciso per le collaborazioni a lungo termine per le quali dovranno mostrare il brand in più occasioni sui social network.

Blogger: si dedicano con passione e dedizione a un blog, che spesso e volentieri viene consultato da chi deve fare un acquisto importante, per informarsi e leggere recensioni. I brand potrebbero chiedere di essere citati nei blogpost o mandare i propri prodotti per testarli.

Advocate: consumatori soddisfatti che si riconoscono nella marca e nei valori o modelli di comportamento che essa ispira. Il più delle volte consigliano volontariamente una marca a conoscenti ed è questo il punto di forza, grazie al loro grande numero di follower su Twitter, Instagram e like su Facebook.

Micro Influencer: per essere un influencer ufficiale bisogna avere una fan base che va dai 3.000 ai 100.000 follower. Questi vantano un livello di engagement medio del 4% perché sono soliti interessarsi a tematiche specifiche o mostrare angoli nascosti di una città.

Evangelist: sono detti gli “angeli custodi” dei brand . Non hanno molti follower, ma hanno un forte impatto emozionale su di loro.

Celebrità: attori, presentatori, comici, sportivi, tutti coloro che non hanno competenze specifiche ma che offrono grande visibilità per i brand.

YouTuber: influencers che iniziano con i video, abili a raccogliere un gran numero di visualizzazioni grazie ai migliaia di iscritti sui loro canali.

Giornalista: coloro che lavorano presso importanti testate giornalistiche e possono sensibilizzare i lettori verso determinati argomenti, per contribuire alla visibilità di un brand.

Fan o Enthusiast: appassionati di un brand non per forza attivi sui social, ma comunque importanti perché regalano recensioni positive ai prodotti che utilizzano. In sostanza potremmo essere noi, quando ci innamoriamo di un prodotto o di una marca e lo consigliamo ad amici, parenti e conoscenti.

E tu, che tipo di influencer pensi di essere?

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Carmela Pontassuglia

#business #influencer #socialnetwork