10 CONSIGLI (NON) BANALI PER PARLARE IN PUBBLICO

Il problema

Spesso nel corso della propria carriera scolastica e lavorativa ci si ritrova nella situazione di doversi alzare in piedi davanti ad un gruppo di persone, più o meno conosciute, e parlare. Questo può creare però un profondo disagio in tutti coloro che sono essenzialmente timidi e a cui non piace esporsi di fronte ad una platea, fosse anche di una sola persona. A questo problema si aggiunge l’obiettivo di portare la comunicazione a buon fine, ovvero di far recepire il messaggio con le giuste modalità e tenendo viva l’attenzione del pubblico.

La soluzione

Cerchiamo di elencare quindi alcuni consigli per fare di noi stessi dei comunicatori felici.

1. Potrà sembrare scontato, ma si impara a parlare in pubblico solo…parlando in pubblico. Insomma, bisogna mettersi in gioco in prima persona più e più volte. L’esperienza farà diventare la comunicazione orale un’azione naturale. Quindi primo consiglio: parlate più spesso che potete!

2. Molti non riescono ad essere degli efficaci oratori perché sono essenzialmente timidi: poche parole ed il discorso finisce in un mare di monosillabi e silenzi imbarazzanti. Prima tecnica per combattere l’ansia: pianificare. Prepararsi una scaletta con tutti i punti fondamentali che si vuole toccare, con il tempo si imparerà ad andare per così dire “a braccio”. Vietato imparare il discorso a memoria, alla prima dimenticanza il cervello andrà in blackout.

3. Ricordarsi di respirare. Quante volte ci siamo resi conto che non abbiamo sentito le ultime due, tre sillabe alla fine di una frase? Colpa di chi parla tutto d’un fiato: l’aria si è esaurita e non riesce più a far uscire il suono chiaramente. Sembra un consiglio banale, ma mantenere una respirazione lenta e regolare farà uscire la voce ferma e sonora per l’uditore.

4. Articolare le parole: usare la bocca! Se si parla con le labbra semi schiuse uscirà poco fiato e poco suono, alcune lettere non saranno nemmeno riconoscibili. Non dobbiamo sentirci stupidi quindi nell’utilizzare i muscoli facciali.

5. Guardare sempre negli occhi le persone con cui state parlando, dovete creare empatia con l’uditorio. Non per terra, non un punto fisso ed imprecisato sul muro di fronte a voi. Occorre essere un po’ arroganti e sfidare quasi con lo sguardo chi ci sta ascoltando, che sarà quindi portato a prestarci maggiore attenzione.

6. La postura deve essere rilassata: schiena dritta, spalle aperte e rivolte verso l’ascoltatore. Un trucchetto per far uscire la voce in maniera efficacie è muoversi sempre un pochino, in particolare con qualche molleggio sulle ginocchia. Attenzione: non vuol dire mettersi a fare gli squat! Il movimento dovrà essere quasi impercettibile e servire solo a sciogliere le tensioni muscolari, inevitabili in condizioni di disagio ed imbarazzo. Se siete troppo nervosi: sedetevi. Altra nota: non giocherellare con le mani mentre si parla. Distoglie l’attenzione. Se non sapete dove metterle e non avete un tavolo o un leggio su cui appoggiarle, lungo i fianchi staranno benissimo!

7. Tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore. Non è per niente facile e solo i veri esperti di comunicazione riescono con successo in questa mastodontica impresa. Per alcune persone l’intrattenimento è perfettamente naturale; davanti ad un pubblico riescono ad essere sciolti, ironici e seri allo stesso tempo. Ma è anche vero che l’ars oratoria può essere affinata con l’esperienza: sentirsi a proprio agio farà la differenza.

8. L’ironia è uno dei segreti per catturare l’attenzione delle persone, ma che sia contenuta entro certi limiti. L’eccessivo uso della comicità, a meno di non trovarsi in un programma televisivo o su un palcoscenico teatrale, porta allo snaturamento del proprio discorso e della propria immagine. Rischiamo di non essere presi sul serio! La battuta ironica è consigliata principalmente all’inizio di un discorso, come input, per rilassare noi stessi ed il pubblico.

9. Tenere sempre a mente le quattro massime conversazionali di Grice per costruire una comunicazione felice: qualità, quantità, relazione e modo. La qualità: dire solo cose vere. Le le fonti devono essere sempre più che attendibili perché il falso crea sfiducia fra i soggetti comunicanti. La quantità di informazioni fornite: occorre dare solo quelle necessarie allo scopo senza essere prolissi e più informativi del necessario. Si rischia di annoiare il pubblico e perdere in mezzo a troppe parole il vero contenuto del messaggio. Quindi chiacchieroni contenetevi! La relazione implica fornire solo contributi pertinenti ed utilizzando i metodi di comunicazione più adatti allo scopo. Fondamentale è il modo: evitare l’ambiguità nelle proprie parole. Occorre usarne poche, ma coincise, chiare ed adatte allo scopo. Coloro che riescono ad essere brevi, esplicativi e diretti sono i migliori comunicatori.

10. Concludete il vostro intervento in maniera accattivante. Metodo efficace è chiudere con una domanda, così da creare un’occasione di dibattitto. Il pubblico sarà spinto perciò a pensare alle vostre parole e non solo a “subirle”.

Pronti a mettervi in gioco?
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Eleonora Maunero

Studentessa di ingegneria gestionale. Mi annoio facilmente e coltivo tutte le passioni che mi passano per la testa. La scrittura è una di quelle cui tengo di più. Adoro ballare, leggere, guardare film, fare foto, viaggiare e cantare a squarciagola in macchina