Sei troppo social per i social?

Sono le 7.30 del mattino, e quella sottile scatoletta sul comodino si illumina e suona. Ancora con le palpebre pesanti e  tutto intorpidito silenzi quell’oggettino e ne sblocchi lo schermo. Visto che ci sei, ti fai un giro fra le app per vedere cosa dicono i tuoi amici o i tuoi followers, di prima mattina.

Comincia così il rapporto giornaliero con il tuo smartphone e in particolare con i tuoi social, inseparabili compagni fin dal primo movimento dopo essersi svegliati. Mentre ti lavi lo poggi sul lavandino e ti gusti un originale video del tipo “Come si comportano le donne Vs come si comportano gli uomini” di qualche duo comico su Facebook , mentre fai colazione stalkeri qualche nemico su Instagram insultandolo fra te e te, e durante la traversata verso l’università rispondi a tutti i messaggi arretrati dalla sera prima, quando avevi troppo sonno anche solo per pensare di rispondere. E poi mentre ti distrai a lezione, prima di iniziare a studiare, dopo aver studiato, mentre stai studiando (soprattutto).

Si potrebbe continuare all’infinito, ma il concetto ormai è chiaro: per molti di noi i social si sono ritagliati un posto di primaria importanza nella nostra routine quotidiana, forse diventando i compagni con cui passiamo più tempo in assoluto. A questo ci hanno portato i vari Facebook, Twitter, YouTube, con una struttura pensata appositamente per farci avere sempre qualcosa da fare, da leggere o da guardare nella bacheca, in qualsiasi momento della giornata. Fino ad arrivare al punto, e sono convinto che succeda anche a voi, di scorrere gli schermi per inerzia, senza neanche prestare attenzione più di tanto a ciò che si vede, solamente per evitare di iniziare qualche attività non particolarmente entusiasmante (una a caso: mettersi sui libri).

Recentemente però, dopo averci spinti a usarli alla follia, i nostri compagni preferiti si sono accorti che forse stavamo esagerando con loro. E così sono partite iniziative, da parte dei social stessi, finalizzate ad avvertirci quando stiamo passando troppo tempo attaccati al telefono. Niente di vincolante ovviamente, semplicemente un piccolo promemoria che dice “Ricordati di fare una pausa”, come nel caso di YouTube. Oppure Usage Insight, una funzione di Instagram che permette di vedere il tempo passato sulla piattaforma.

Ma, pensandoci, se noi esageriamo nell’uso dei social, loro non ne dovrebbero trarre vantaggio? Con queste operazioni pare che stiano andando contro i loro stessi interessi, autolimitandosi. Ovviamente non è questa l’analisi corretta della situazione, men che meno per imprese scaltre come quelle nell’ambito dei social media. Allora dov’è il trucco? La chiave è nel business a lungo termine. Qualcuno forse teme che nel momento in cui le persone prendano visione della terrificante statistica sul tempo trascorso sui social, gli utenti stessi potrebbero spaventarsi e allontanarsi. E allora dagli astuti piani alti arriva una direttiva: meno quantità, più qualità.

Zuckerberg & company, insomma, stanno spingendo per un futuro sui social meno morboso, ma più prezioso e ragionato. Con questa trasformazione sperano di cavalcare l’onda del web anche negli anni a venire. Ci sarà da crederci? Sarà il tempo a parlare. Vedremo se riusciranno a distoglierci dal nostro scrolling ossessivo.  Effettivamente stare meno attaccati allo schermo a non farsi gli affari propri, male di certo non fa.

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Andrea Cascavilla

Studente di Ingegneria Energetica e Nucleare. Tra calcoli e formule cerco di ritagliarmi un po' di poesia: amo leggere, scrivere, godermi la natura e lo sport.