Lanieri: da start up a realtà imprenditoriale

Ci sono casi in cui le idee migliori nascono facendosi delle semplici domande. Si incontra un problema, si cerca una soluzione e, in caso questa non esista, si può decidere di costruirne una da soli che incontri le proprie esigenze ed i propri standard.
In questo articolo raccontiamo di come dei giovanissimi ragazzi italiani siano partiti da un’intuizione, abbiano elaborato una start up ed ora siano alla guida della loro azienda; parliamo di Lanieri.

Idea!

Prendiamo il caso di due amici, un ingegnere informatico ed uno gestionale, che frequentano un corso di Alta Formazione come un Master in Business Administration. La tappa conclusiva del Master è a Parigi, dove Simone e Riccardo si trovano per partecipare al Graduation Day. La loro esigenza perciò è quella di procurarsi abiti da uomo eleganti e su misura per presenziare all’evento. La prima ricerca si svolge sul web che, sì offre soluzioni, ma una scarsità di prodotti a buon prezzo per quanto riguarda il Made in Italy.
Idea!
Freschi di studi economici pensano di provare a colmare questa lacuna ed andare incontro alle loro esigenze di giovani consumatori. Offrirsi ciò che ancora nessuno gli offre: vestiti da uomo sartoriali, con prodotti italiani di qualità, ma a prezzi accessibili. L’interfaccia fra cliente e sarto non sarà un negozio di mattoni, bensì un sito web.

Farsi conoscere e trovare chi finanzi il progetto.

Elaborato un business plan che coniugasse l’offerta di abiti da uomo su misura ad un canale di vendita innovativo qual è internet, la loro idea doveva essere fatta conoscere agli addetti ai lavori e, forse, concretizzata. Nel caso di Lanieri, la partecipazione al concorso “Start Cup Piemonte e Valle d’Aosta”, nel 2012, è stato fondamentale per incontrare Reda, leader biellese nel settore dei tessuti. L’idea di Simone e Riccardo ha vinto fra le start up ICT e Reda ha creduto nella loro proposta innovativa finanziando l’apertura del sito e-commerce ‘Lanieri’.

Prime difficoltà: prendere le decisioni giuste.

La vera difficoltà è passare dalla teoria alla realtà. Per iniziare un’impresa bisogna costruire un team di persone preparate e motivate che la dirigano, elaborare le proprie strategie di marketing, pianificare una filiera logistica più o meno lunga e migliorare continuamente il proprio livello di servizio per conservare i clienti conquistati con tanta fatica e dispendio di denaro. Economicamente il costo di acquisizione di un cliente supera il costo per mantenere lo stesso nel tempo.

Conquistare clientela.

Le vie di comunicazione sono molteplici: pubblicità su internet, social network, cartelloni pubblicitari lungo le strade, inserzioni sui giornali, blog, newsletter…e chi più ne ha più ne nomini.
In generale il cliente deve avere più informazioni possibili a portata di mano, soprattutto nel caso di un progetto innovativo di cui non hanno ancora sentito parlare.
Promuovere con efficacia quale novità si sta proponendo in un mercato globale che offre (quasi) qualsiasi cosa, fa la differenza.
Lanieri ha segnalato le newsletter come un metodo efficace per arrivare al cliente, in quanto danno la possibilità di raccontarsi “di più”. Inoltre, sul suo sito ufficiale sono descritti in maniera chiara e semplice tutti i passaggi che il cliente deve compiere per acquistare i prodotti: la presa delle misure, la scelta dei tessuti e di tutti i particolari che comporranno il capo scelto, l’invio dell’ordine, il pagamento e la consegna. Il nome resterà strettamente legato ai prodotti offerti, alla qualità delle materie prime e alla loro lavorazione. Quest’ultima spesso sconosciuta alla clientela.
Ecco perché la comunicazione diventa importante: spiegare com’è mantenuta l’eccellenza in ogni fase del processo produttivo colmerà il gap e convincerà l’acquirente che il rapporto qualità-prezzo offerto non ha paragoni.

Imparare dai propri errori e migliorarsi.

Chiaramente all’inizio di un’attività non tutte le soluzioni adottate avranno gli effetti sperati. Ci si accorgerà di difficoltà o problemi che non erano stati presi in considerazione e che invece nei fatti si sono verificati.
Per quanto riguarda Lanieri sono molto interessanti due loro attuali capisaldi, passati però attraverso un percorso costruttivo fatto anche di decisioni non completamente corrette e di idee risultate inefficaci.

Il problema: la presa delle misure per realizzare il capo di vestiario. Il cliente sta acquistando via internet e non nel negozio con un sarto che prende direttamente le sue misure.
Le soluzioni proposte da Lanieri attualmente sono due: i video tutorial caricati sul loro sito e nei quali si è guidati step by step nel prendere le misure oppure recarsi in uno dei loro atelier, al momento quattro in Italia, e vivere un’esperienza più “all’antica” con i sarti in carne ed ossa.

Precedentemente la Lanieri ha tentato altre vie.

1) I Pop up Stores: negozi aperti per un tempo limitato. La loro funzione doveva essere quella di far conoscere Lanieri anche a quei clienti più “all’antica” e che avevano l’esigenza di interfacciarsi con una realtà più “tangibile” di un sito web. Ma questi stores sono risultati estremamente difficili da organizzare e, nonostante il cliente potesse scegliere i tessuti toccandoli e guardandoli personalmente, la possibilità di mostrargli tutte le combinazioni usufruibili era limitata.

Soluzione definitiva: avere degli atelier fissi in città strategiche. In realtà questi negozi hanno bisogno di poche decine di metri quadrati, non hanno quasi magazzino e sono forniti di un sistema informatico per imparare ad inoltrare il proprio ordine direttamente dal sito di Lanieri. Valore aggiunto però è la possibilità di guardare da vicino stoffe e dettagli per gli abiti con la guida del personale dell’atelier, che si occupa anche di prendere le misure, come in sartoria.

2) Pagare delle persone per andare a prendere le misure ai clienti direttamente al domicilio; in Europa ed in particolare in Italia il cliente non vuole essere disturbato nella propria privacy. Essendo la soluzione costosa e poco realizzabile è stata abbandonata.

3) Molto interessante è stata la scelta di utilizzare i body scanner per prendere le misure per i vestiti. Un’idea innovativa dal punto di vista del marketing, poiché nessuno l’aveva mai pensato prima, ma risultata controproducente dal punto di vista sartoriale, in quanto i valori risultanti dall’analisi del corpo non erano precisi ed il prodotto finale risultava sbagliato.

Continuare a crescere.

Una volta che la start up si è trasformata in un progetto d’impresa concreto arriva il momento di crescere. Continuare a farsi conoscere e aprirsi a nuovi mercati diventa un’esigenza.
Inoltre occorre migliorare sempre di più la customer experience così che i clienti già soddisfatti facciano una sorta di marketing per l’azienda; il passaparola è un’ottima pubblicità.
Lanieri ha creato un’esperienza innovativa e pressoché unica per i propri clienti online.
Ora guarda all’estero, grande fruitore della moda Made in Italy e ,quindi, anche dei capi su misuri firmati Lanieri; sono stati aperti tre atelier a Parigi, Monaco e Zurigo.

Questa idea, nata business plan, diventata start up itc e sviluppata in una realtà imprenditoriale è un ottimo esempio a cui guardare per tutti coloro che sognano un giorno di fare della loro creatività un business di successo!

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Eleonora Maunero

Studentessa di ingegneria gestionale. Mi annoio facilmente e coltivo tutte le passioni che mi passano per la testa. La scrittura è una di quelle cui tengo di più. Adoro ballare, leggere, guardare film, fare foto, viaggiare e cantare a squarciagola in macchina