Gamification: migliorarsi la vita grazie ai giochi di ruolo

[Warning: alta percentuale di contenuti per occhialuti] “Giovane dall’aspetto goffo e insignificante, che sublima la propria condizione con una grande abilità e passione per computer e videogame”. Indovinate di chi sto parlando? Del nerd, ovviamente (grazie a Garzanti Linguistica per la gentile concessione della definizione). Quel ragazzino un po’ sfigato, con gli occhiali, a cui piacciono i videogiochi, insomma. Praticamente il 50% delle persone che mi circondano al Politecnico, probabilmente me compreso. E cosa fa il nerd quando non studia le materie di ingegneria? (Chissà come mai mi viene naturale pensare al nerd come allo studente di ingegneria…) Ovviamente si diverte con i giochi di ruolo.
E allora perché, al fine di trovare almeno un briciolo di voglia di fare nella nostra noiosa routine quotidiana, non sfruttare quella scintilla di passione che si accende quando si lancia un incantesimo o si sconfigge un orco? Del resto bisogna ammettere che “conquistare la terra dei maghi” suona molto meglio che “studiare un capitolo di teoria dei sistemi”, anche per chi non è appassionato del genere. Non temete: hanno inventato delle app che fanno questo per voi.
Un esempio di app di gamification è Do It Now, che propone una lista di cose da fare preparate tracciando le tue stesse abitudini, ti ricompensa con aumento di statistiche di Intelligenza, se finisci il programma di studio, Forza e Destrezza se completi l’allenamento in palestra e così via (si è molto molto nerd, lo so). Oppure Habitica permette di personalizzare le ricompense: se raggiungi gli obiettivi giornalieri sei autorizzato a fare tot partite a Call of Duty, o comunque ciò che ti ispira più fare.
Insomma, se le inventano tutte per rendere i nostri doveri più divertenti possibile, portandoli ad assomigliare sempre più a un gioco. L’automotivazione fa quindi da padrona in questi casi, e fa leva sulla passione che abbiamo per i bizzarri premi che queste app ci propongono. Tutto il meccanismo, infatti, si basa sulla gratificazione che si ottiene nel raggiungere gli obiettivi reali della giornata, questo grazie al sistema di statistiche, livelli, punti esperienza e classifiche che è tanto caro ai gamer di tutto il mondo.
Non si tratta solo però di alleviare le pene per ciò che abbiamo da fare: questo sistema, quando capace di individuare i tuoi usi e costumi, può proporti e spingerti verso abitudini più sane (non andare a letto alle 4 per guardare The Big Bang Theory per poi svegliarsi alle 11, fare pranzo-colazione e iniziare a studiare alle 2, giusto per dirne una), e uno stile di vita più regolare.
Siamo sicuri però, che tutto ciò non sia equivalente a qualsiasi altro gioco, che dopo il picco gaussiano del divertimento scema nell’indifferenza e viene abbandonato nel dimenticatoio? E siamo sicuri, soprattutto, che se ciò che facciamo tutti i giorni ci piace così poco, una semplice app per nerd basti a migliorarci la vita? Io sono un po’ scettico, ma se volete provare a smentirmi, prego! E poi fatemi sapere, mi raccomando, che sono curioso.
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Andrea Cascavilla

Studente di Ingegneria Energetica e Nucleare. Tra calcoli e formule cerco di ritagliarmi un po' di poesia: amo leggere, scrivere, godermi la natura e lo sport.