Design: istruzioni per l’uso per non designer

La parola design ormai la si può trovare ovunque ed i significati che gli vengono attribuiti sono moltissimi, ma spesso lontani dalla sua definizione originaria.

Quindi, cos’è il design?

Il design non è un oggetto in particolare e non è facilmente definibile. Design in realtà è un processo di progettazione, con al centro dello stesso i bisogni dell’uomo. Essendo un “metodo progettuale”, può essere applicato a diversi ambiti, come quello dei servizi (siti web, applicazioni), della comunicazione, del processo, del prodotto e molti altri.

Come si fa a riconoscere un “buon design” ?

È molto difficile e Dieter Rams, pietra miliare del design, ha fatto un tentativo, scrivendo un libro:   “I dieci principi del buon design”, nel quale elenca le dieci caratteristiche fondamentali che un qualunque prodotto di design, da un oggetto ad un’applicazione, deve possedere per essere considerato “buon design”.

Scopriamo insieme quali sono.

Innovazione: come la tecnologia è in continuo progresso, anche il design deve essere innovativo e sempre a passo con i tempi. Inoltre deve assolutamente possedere una sua utilità intrinseca, perché senza di questa NON è un “buon design” e non viene acquistato.

Estetica: così la chiama Rams. Sì, un “buon design” è bello, ma questo non è un presupposto, bensì la conseguenza di una progettazione ben eseguita.
Utilità: da un corretto processo di progettazione è più facile ottenere un prodotto finale “self-explanatory”, ovvero facile da utilizzare senza il bisogno di un libretto d’istruzioni.

Non è invasivo: design non è decorazione e neanche arte (mind-blowing!). Non deve essere un elemento di disturbo della comunicazione ma un “facilitatore”, cioè deve aiutare lo spettatore a capire di cosa si sta parlando.

Onestà: il “buon design” non ha lo scopo di manipolare gli acquirenti o di fare promesse che non può mantenere. Il design deve esaltare le qualità di ciò che si sta vendendo senza ingannare i clienti. L’apparenza non deve ingannare.

Durabilità: un “buon design”, nonostante le mode che vanno e vengono, non risulta mai antiquato. L’estetica di un prodotto è senza tempo e deve invecchiare molto lentamente.
Cura del dettaglio: fattore fondamentale per ottenere un prodotto eccellente e quindi un “buon design”.

Sostenibilità: un “buon design” è rispettoso dell’ambiente. Deve avere un basso impatto ambientale e tenere conto delle risorse che abbiamo a disposizione sia durante la sua produzione che durante la sua diffusione nel mercato.

Essenza: “Meno, ma meglio”. Semplicità e purezza sono le qualità più importanti per un “buon design”. Lasciare da parte gli elementi inopportuni e concentrarsi su quelli essenziali. “Back to purity, back to simplicity”.

“Is my design a good design?”, ogni designer dovrebbe porsi questa domanda prima, durante e dopo la produzione di un suo lavoro, proprio come ha fatto il famoso Dieter Rams.

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Annalisa Savin

Long story short: studentessa di graphic design, avida divoratrice di tutorial di ogni genere, serie tv e oroscopi. In costante ricerca della pizza più buona in città.