Appassionati di arte e design: welcome to California!

Los Angeles, città delle infinite spiagge, del sole perenne, della chirurgia estetica e delle star. Città unica, talmente grande da permettere la coesione di culture e anime diverse.

Non stiamo parlando solo di una città, ma di un universo che comprende tanti microcosmi diversi tra loro non solo per il nome che li identifica, ma differenti per aspetto architettonico e stili di vita delle persone che lo popolano.

Los Angeles è un concentrato di esperienze, occasioni, bellezze che una vita intera non basterebbe a sperimentarle tutte.

Il mio racconto vuole essere un viaggio alla scoperta di questa meraviglia, attraverso gli occhi, o meglio la lente della macchina fotografica, di una designer alle prime armi!

Breve (si fa per dire) guida turistica sulle attrazioni di Los Angeles e della California che attirano ogni anno tanti designer affamati di novità.

Si potrebbe fare un elenco infinito di luoghi, eventi, strade da vedere, ma vi parlerò di quelle che per me meritano di essere viste, dalle più istituzionali alle meno convenzionali.

• Non si può dire di aver visto davvero Los Angeles se non ci si è immersi nei good vibes di Venice Beach. Guardandoti attorno vedrai ogni tipo di arte. Il quartiere di Venice è universalmente considerato la capitale dei murales ( un esempio? Rip Cronk, vera e propria leggenda di Venice: tra i suoi lavori ci sono la scritta ‘Venice’, la Venere di Botticelli con jeans e pattini a rotelle, il ritratto di Jim Morrison e la riproduzione della “Notte Stellata” di Van Gogh.) Passeggiando lungo la venice beach broadwalk troverai da artisti di strada pazzerelli a ragazzi che cercano di venderti i loro cd di rap-trap, alle sfilate delle persone più strane, che mettono in mostra i muscoli e costumi. E se fai attenzione puoi anche trovare la Ferragni, durante i suoi american days, che porta a spasso Leone!

Già che sei da quelle parti non perdere l occasione per scoprire gli infiniti canali alla veneziana (da qui Venice canals, se non lo avevi capito), un vero labirinto di case fantastiche con stili tra loro differenti, un’immersione nei libri si storia dell’architettura, dal modernismo lecorbusiano al iper kitsch alle casettine vittoriane di legno dipinte e perfette nei loro giardinetti con cactus e fontanelle.

• Mecca di tutti i designer è la Eames House, case study n 8, casa icona e prototipo dell’architettura high-tech, progetto innovativo di edilizia residenziale risalente al
1949 dove gli architetti e designer Charles e Ray eames vi hanno vissuto per cinque anni. (https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=hv7ipQdUrYk). Sulla costa del pacifico, la casa è immersa in un atmosfera tranquilla e serena dove il tempo sembra non essere mai passato da quando vi abitavano gli Eames. Puoi scorgere ancora l’altalena dondolare e i giochi di legno a forma di elefantino, oggi ancora prodotti da Vitra. Purtroppo per gli interni bisogna essere ricchi e prepararsi a sganciare 250 dollari per entrare e, se decidi di fare questa pazzia e prendere parte alla visita guidata, ricordati di mettere calzini senza buchi visto che dovrai toglierti le scarpe.

• Sempre a Los Angeles puoi trovare la Hollyhock House di Frank Lloyd Wright, la sua prima casa a los angeles, e la Neutra VDL Studio and Residences, ma purtroppo non ho avuto il tempo di visitarle!

• Più istituzionale ma non meno interessante sono i giretti per i musei di Los Angeles, sparsi davvero in tutta la città.

– In zona Downtown trovi il The Broad, museo di arte contemporanea, fondato da Eli and Edythe Broad, soprannominato “il velo e la volta” e realizzato da Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Gensler. Attraverso una scala mobile infinita si passa da un’entrata in stile grotta con forme morbide e organiche, color grigio pietra, alla purezza del primo piano per il bianco e le forme semplici pulite che fanno risaltare le opere esposte. Qui trovi pezzi di icone da Jeff Koons ad Andy Wahrol, Roy Lichtenstein e (se sei fortunato come me) la mostra e installazioni dell’artista giapponese Yayoi Kusama (se non l hai mai sentita prima, corri a guardare le sue foto, è una grande).

– Uscito dal The Broad dovrai solo attraversare la strada per vedere la Walt Disney Concert Hall per lasciarti accecare e stordire dalla quantità di luce che riflette l’opera di Frank Gerhy. Può sembrare solo una grande barca a vela dai profili ricurvi e ondulati, ma non devi fermarti alla prima impressione, perché nascosto in alto a contrasto con tutto quel grigio sberluccicante c è un giardino magnifico dove passare un breve momento di siesta all’ombra di alberelli, prima di ricominciare la corsa sotto il sole nel centro di LA.

– Prossima tappa: Getty Museum, per salire sul magico shuttle in cerca di volpine del deserto e di rattle snake, per atterrare in cima alla collina da cui si scorge un panorama meraviglioso. Los angeles è la città degli edifici che ti accecano, perché anche qui la purezza del bianco è tanta da far male agli occhi. Ma ne vale la pena solo per vedere l’edificio, anzi il complesso di edifici, perché è davvero enorme e magnifico, progettato da Richard Meier, in perfetta sintonia con il luogo. Le forme eleganti dell’intero complesso assecondano ed esaltano la topografia del terreno e i percorsi creano scorci prospettici dall’effetto sorprendente.

– La sera ti consiglio di fare un salto al LACMA – Los Angeles County Museum of Art – il più grande museo della costa Pacifica degli Stati Uniti, ristruttuaro da
Renzo Piano qualche anno fa; qui puoi avere l’occasione per aggiornare la tua immagine profilo per i social con una bella foto tra i lampioni dell ‘installazione urban light , di Chris Burden. Spettacolo notturno di 202 lampioni stradali d’epoca, diversi tra loro, che un tempo illuminavano le strade della California del Sud ed erano considerati veri e propri oggetti artistici e simboli del territorio.

– Per una pausa relax pomeridiana con stile è perfetto il cortile dell’Hammer Museum, dove puoi trovare un atmosfera tranquilla e molto sofisticata, facendo merenda al Simple Thing restaurant o rilassandoti sulle panchine immerse nei bambù o ancora provando a non cadere dalle sulle poltrone rotanti spund, progettate dal designer Thomas heatherwick.

• A Downtown puoi mangiare con stile al Gran Central Market, mercato al coperto, calderone di sapori e gusti, un vero e proprio mondo dove per provare diversi tipi di cucine e piatti basta fare qualche passo. Tripudio di insegne al neon, di grafiche e illustrazioni, di ogni sorta di cibo e tradizione culinaria, ti consiglio la cucina Thai, non per la grafica usata ma per l’uso delle spezie! Prima di uscire rotolando fermati a fare una foto al super murale di neon.

Per i più polverosi c è una grande libreria che vende e compra libri usati, The Last Bookshop, collocata in una vecchia banca, ha spazi giganteschi e file immense di scaffali di libri di ogni genere e lingua. Al piano di sopra trovi la sezione di esposizione di artisti e vendita di vinili stile Camden Town.

Per i più instagrammer e curiosi vicino a echo park cè un negozietto con una grande serie di cactus rari e oscuri; i due proprietari Johnny e Carlos sono ormai veterani collezionisti e hanno deciso di aprire questo negozio con l’obiettivo di creare una rete di nicchia di collezionisti di cactus. Dei nerd del cactus.

CALIFORNIA

Fun facts about california!

– In generale ogni cittadina di influenza o derivazione messicano-ispanica si riconoscerà per la presenza di mosaici e piastrelle di ceramica decorate con pattern stupendi nelle porzioni basse dei muri e vicino al negozio (a breve un profilo Instagram solo di piastrelle belle <3)

– Alcune città, soprattutto quelle con radici ispaniche- messicane o comunque con una storia alle spalle e non solo grattacieli, si differenziano anche nell’uso di particolari font per le insegne stradali. Città non solo con il proprio stile architettonico, ma anche con i propri font! Che cosa da designerrr!

– Vai a San Francisco, tappa obbligatoria, se per raggiungerla fai la pacific e la 101 ancora meglio per te, perchè è una città talmente particolare e talmente bella che è lei da sola una tappa per un designer.
Solo discese e salite che permettono degli scorci infiniti e lunghissimi, la tipica stradina, anche inserita in una puntata dei Simpson, lombard street con le sue ortensie e i macchinoni che scendono neanche fossi a Hollywood ( in realtà non è così bella come si crede Hollywood bldv, anzi evitala che è meglio). Le Painted ladies, le bellissime case vittoriane in fila, il quartiere cinese con le lampade rosse e le lucine. Insomma, facci un salto.

Potrei stare qui a elencare altre mille cose, ma concludo in bellezza ricordandovi il The Los Angeles Design Festival che mette in scena il meglio del panorama del design locale e personaggi nazionali e internazionali. Si passa dall’architettura e dagli interni alla grafica, all’industriale, alla moda, al set, al costume e al design esperienziale. Per quest’anno l’hai perso, ma le iscrizioni per il 2019 sono aperte (:

Grazie dell’attenzione,

Erica

 

Glossario per capire meglio questo articolo:

vibes: A distinctive emotional atmosphere; sensed intuitively.

“It gave me a nostalgic vibe”. “That man gives off bad vibes”

rattle snake: serpente a sonagli

cactus: chiamate anche cactacee, più comunemente cactus e, più raramente cacti[1] al plurale, è una famiglia di piante succulente (piante xerofite, adattate agli ambienti aridi mediante l’accumulo di acqua all’interno di tessuti succulenti) che comprende circa 3000 specie e 120 generi.

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Erica David

Non so bene da quando ho iniziato ad interessarmi al mondo del design, ma un giorno mi sono ritrovata con la camera piena di poster, flyer e la scrivania sommersa di libri di grafica. Studio Design e Comunicazione Visiva, vagabonda di secondo nome, amo l’arte, le fotografie di paesini sperduti e i buoni pranzi in compagnia.