The Mentors: Elon Musk

Tutti ne parlano, tutti lo conoscono, tutti conoscono le sue creazioni e ne parlano. Alcuni lo definiscono genio indiscusso, altri matto, altri ancora ciarlatano. Di chi si tratta? Di Elon Musk, ovviamente. Scopriamo di più sulla persona tra le più in vista del momento. 

Chi è?

Elon Reeve Musk nasce in Sudafrica da madre canadese e padre sudafricano. Ha un fratello e una sorella minori. A 10 anni, risparmiando sulla paghetta e convincendo il padre a dargli altri soldi, si compra un computer e dei libri per imparare la programmazione di software. In poco tempo crea due videogame, che in seguito venderà. 

Si diploma alla Pretoria Boys High School e si trasferisce in Canada nel giugno del 1989, non ancora diciottenne, dopo aver ottenuto la cittadinanza tramite la madre. All’età di 19 anni, Musk viene accettato alla Queen’s University in Ontario. Nel 1992, dopo 2 anni, si trasferisce all’Università della Pennsylvania, dove all’età di 24 anni si laurea in fisica e in economia dalla Wharton School of Business. Musk prolunga i suoi studi per un altro anno per finire la laurea di secondo livello.

Nel 1995, all’età di 24 anni, si trasferisce in California per iniziare un dottorato in fisica applicata e scienza dei materiali alla Stanford University, ma lascia il programma dopo 2 giorni per inseguire le sue aspirazioni imprenditoriali nelle aree di internet, energia rinnovabile ed esplorazione dello spazio. Nel 2002 è diventato cittadino degli USA.

Gli inizi 

Prima di lasciare il Sudafrica alla volta del Nord America, Elon ha svolto una serie di lavoretti con l’obiettivo di aumentare il suo gruzzolo, dalla consegna mattutina di giornali fino alla compravendita di azioni della Borsa sudafricana all’età di 15-16 anni. 

Subito dopo aver abbandonato Stanford, fonda, insieme al fratello Kimbal, l’azienda Zip2. Dopo aver cercato di proporre mappe alle Pagine gialle, Musk si accorge che il mondo dell’editoria è ancora lontano dal Web. Da lì l’idea di offrire alle maggiori testate la creazione di siti di appeal: un’intuizione che in breve conquista i nomi più famosi della stampa, tra cui il New York Times. Nel giro di quattro anni, Musk vende la società e realizza circa 200 milioni di euro in contanti. La sua quota personale ammonta al 7%, pari a 15 milioni circa.

L’exploit della vendita attira l’attenzione di molti investitori, tra cui quelli della nota società Sequoia Capital, che versa 17 milioni di euro per permettere a Musk di creare con X.com una banca online. L’offerta è vantaggiosa e nel giro di un paio di mesi Musk conta già 100mila clienti, cioè quasi quanto il suo principale concorrente. Ma la sicurezza delle transazioni è già un problema. Dopo qualche settimana di grande incertezza sul destino aziendale, la soluzione: acquista, nel marzo 2000, la società Confinity che ha creato il sistema di transazione di denaro PayPal, ma ne cambia il concept. Nel febbraio 2002, PayPal si quota in Borsa e, prima della fine dell’anno, viene venduta a eBay per un miliardo di euro. Musk intasca 114 milioni di euro in azioni.

Cosa farebbe un trentenne multimilionario?

Si lancerebbe nello spazio, letteralmente. Elon Musk decide infatti che la sua successiva sfida sarebbe stata SpaceX, società dedita allo sviluppo e costruzione di lanciatori spaziali a razzo “low cost” riutilizzabili, denominati Falcon, e veicoli spaziali.

La Tesla Motors, con sede nella Silicon Valley, dopo cinque anni di attività ha iniziato nel 2008 la produzione della Roaster, auto elettrica che balza da zero a 100 Km/h in meno di quattro secondi e di cui un esemplare è stato recentemente mandato nello Spazio, proprio su un Falcon Heavy, vettore realizzato dalla SpaceX. L’azienda produce anche la Model S, Model X e si appresta a lanciare la Model 3, la più “economica”, ed ha da poco presentato un prototipo di trattore stradale elettrico denominato Tesla Semi. 

Tuttavia, dopo alcuni incidenti mortali in cui sono stati coinvolti veicoli Tesla, una serie di tweet di Musk sull’accaduto che ne hanno comportato l’esclusione dalle indagini condotte dalla NTSB (National Transportation Safety Board) con conseguente caduta del valore azionario e l’ingresso nel mercato delle auto elettriche da parte di tutti i maggiori gruppi automobilistici mondiali, il futuro di Tesla sarà una bella sfida per Elon. 

Musk dedica molto tempo anche alle sue attività nel campo delle energie rinnovabili: da ricordare Solar City, l’azienda che produce e fornisce servizi di energia solare.

In seguito il via anche a The Boring Company, nome nato dal gioco di parole circa il significato di “boring”, in inglese sia noioso, sia trivellare. La compagnia si occupa infatti di risolvere il problema del traffico (noioso). Come? Spostandosi dalla superficie terrestre ad altri livelli. Non potendo creare, senza notevoli difficoltà almeno, auto e infrastrutture volanti, attraverso una rete di gallerie che percorrono il sottosuolo su più strati (scavando). Per costruirla, però, serve ridurre i costi e non replicare le gallerie scavate per le metropolitane. Prima di tutto i tunnel sarebbero molto più piccoli, con un diametro di 28 piedi (circa 8 metri e mezzo). Le auto non viaggerebbero in autonomia ma sarebbero trasportate da “slitte”, silenziose, alimentate con energia elettrica e in grado di viaggiare a oltre 200 km/h.Il progetto non sarà operativo a breve. 

Intanto Musk ha iniziato a scavare nel suo “cortile di casa”. Il primo tunnel è infatti stato completato nell’area dove ha sede SpaceX, a Hawthorne (nella contea di Los Angeles). 

Tuttavia The Boring Company non ha ancora alcun permesso di costruire su (anzi sotto) suolo pubblico e non sappiamo ancora se e quando ciò accadrà, poiché per uscire dal cortile servirà ancora una lunga trafila burocratica che non passa solo dallo sviluppo tecnologico, ma anche da quello regolatorio. 

La stessa rete sotterranea potrebbe essere applicata anche al trasporto pubblico, creando tunnel ad hoc per Hyperloop, cioè quel progetto (o, meglio, quell’insieme di progetti) che potrebbe rappresentare il futuro per il trasporto super-veloce di merci e persone, seppur con ulteriori complicazioni. 

Elon Musk come Tony Stark aka Iron Man 

Si può concludere che la  vita di Elon Musk sia come un film, che ha ispirato il regista Jon Favreau per Iron Man, il personaggio che sullo schermo costruisce un acceleratore di particelle e sintetizza un nuovo elemento. Ecco perché alla reception di SpaceX c’è la statua del personaggio immaginario che il regista ha regalato all’imprenditore.

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Fabio Stucchi

Studente di Giurisprudenza. Se dovessi scrivere dei miei interessi, non finirei mai. Non ho mai finito una serie televisiva.