Meno giga più Amore

“[…] Non c’è niente al mondo che valga un secondo vissuto accanto a te, che valga un gesto tuo, o un tuo movimento, perché niente al mondo mi ha mai dato tanto da emozionarmi come quando siamo noi, nient’altro che noi […] ”.

Nastro avvolto nel giusto verso, cassetta lato A, Walkman Sony tra le mani, cuffiette alle orecchie e play: “Nient’altro che noi” degli 883 sparata al massimo volume, perché quella era la canzone dedicataci dal nostro primo amore. Uno dei testi più dolci della storia della canzone italiana degli anni’90 che, ancora oggi fa parte delle nostre playlist.

Non vi capita mai di ripensare ai vostri primi amori?

Quando a soli 9 anni non avevamo paura di gridare nei corridoi della scuola “ti amoooo” al nostro amichetto; quando il nostro compagno di banco, di nascosto, ci infilava nell’astuccio il magico bigliettino “Vuoi essere la mia fidanzata?! SI/NO”. Noi lì, emozionate e indecise, ci affidavamo ai consigli dell’amichetta del cuore. Quando restavamo incantate davanti alla TV guardando il cartone animato “Rossana” perché Heric il ragazzo biondo era il nostro sogno.

 

Vi ricordate il giorno di San Valentino, quando di nascosto dai genitori si andava, con le amiche, a comprare l’orsacchiotto con il cuoricino per il fidanzato?

Com’era bello guardare l’amore con occhi ingenui, senza pretese e senza malizia. Si era costretti ad aspettare il suono della campanella del giorno dopo per rivedere il ragazzetto che ci faceva diventare rosse e, bastava solo un suo “Ciao!” per sentire “le farfalle nello stomaco” ed essere felici.

Era un amore senza filtri, senza schermi, senza wi-fi.

Le “storie” non si condividevano su Instagram, si sognavano, si vivevano, si raccontavano, si scrivevano sul diario segreto chiuso con il lucchetto.

Per non parlare del primo appuntamento…

Un mix di sensazioni: emozione, imbarazzo, gioia, già dal momento in cui arrivava inaspettatamente l’invito, e poi? Tutto finiva così presto e tornati a casa, ci si sdraiava sul letto ad ascoltare musica e pensare e ripensare alla bellezza di quel primo bacio inaspettato o ci si guardava allo specchio con quel sorriso felice, spensierato, vero. Ora, invece, la prima e l’unica cosa a cui si pensa è quale foto condividere sui social, come modificarla e quale hashtag utilizzare per aumentare le visualizzazioni e ricevere più “Like”.

La tecnologia è riuscita ad invadere anche uno dei sentimenti più profondi e inspiegabili che l’essere umano possa provare, riducendo ai minimi termini quell’intimità che lo rendeva così puro e innocente.

Un amore forte, quello tramandatoci dai miti Greci, con Eros capace di cambiare le sorti di una battaglia; coinvolgente quello per Beatrice, che ha permesso a Dante di scrivere la Divina Commedia, una delle opere più profonde e ricca di insegnamenti del panorama della letteratura mondiale; vero e anticonformista quello tra Yoko Ono e John Lennon da quale è nato il capolavoro: “Imagine”; dolce quello narrato nella leggenda di Amore e Psiche, una favola senza tempo, eterna, una tra le più romantiche, metafora di una lotta tra razionalità e istinto, cuore e cervello.

“L’amore al tempo dei Social”, potremmo definirlo così.

Un’epoca in cui tutto è apparenza e noi non siamo altro che i protagonisti di una storia da raccontare, da mostrare e non più da custodire nel proprio cuore al punto da sentirci spettatori passivi in attesa solo di una notifica su WhatApp.

Il “Ti Amo”, la promessa d’amore più dura da mantenere, la frase più difficile da dire e da sussurrare nell’orecchio della persona amata perché: “Shhh! Potrebbero sentirci!”, ora invece è diventato un hashtag (#tiamo), utilizzato ovunque, per chiunque, perdendo la sua autentica essenza.

Noi, che facevamo la raccolta delle schede telefoniche utilizzate per chiamare dalle cabine che, per i millenials sono ormai diventate vintage, un oggetto da mercatino dell’usato e totalmente sostituite da sgranate e frenetiche videochiamate su WhatsApp, FaceTime, Skype ecc.

Noi, che abbiamo ereditato dai nostri genitori l’abitudine di inviare le cartoline durante i viaggi e le gite scolastiche, per inviare il messaggio “nonostante mi stia divertendo, ti penso”, e adesso, invece, che viviamo con l’ansia di inviare foto, video e messaggi perché se passa un’ora di silenzio “significa che non mi pensa”.

Noi, che, con l’arrivo dei primi computer e di internet, ci siamo subito registrati su MSN e via ai trilli ed emoji, bacini e cuoricini.

Noi, che a 13 anni abbiamo ricevuto il primo cellulare e aspettavamo con ansia “lo squillo” del ragazzo che ci faceva girare la testa. Sempre noi, che qualche anno dopo ci siamo abbonati ai 4000 messaggi gratis, che sembravano infiniti ma, che in realtà terminavano in un batter d’occhio!

Eccoci nel 2019: batterie dei cellulari perennemente scarichi, sempre alla ricerca di wifi-zone, linee intasate, giga terminati, ma l’amore?

[…]Può scoppiar in un attimo il sole, tutto quanto potrebbe finire, ma l’amore, ma l’amore no![…] 

L’amore, quel sentimento che un giorno ti riempie il cuore di gioia e l’altro ti fa male e ti fa soffrire, non può finire e, anche se a volte ci sembra di essere diventati duri e aridi, lui è lì, dentro di noi, pronto ad ardere.

Il mondo virtuale non potrà mai sostituire l’unica cosa che davvero regola e rende speciale, anche inconsciamente, la vita di ogni essere vivente, dal cavalluccio marino all’elefante.

Tutto cambia, tutto si trasforma, ma nulla è più potente dell’amore.

Conoscete un modo per vivere senza?

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Alessandra Ferrara

Siciliana nel cuore. Sono un'ingegnere gestionale, ma adoro scrivere ed essere informata sempre sul mondo che mi circonda!

Carmela Pontassuglia

Studio Comunicazione Internazionale per il Turismo. Mi piace incontrare persone nuove e con la scrittura cerco di dare vita alle mie idee.