The Mentors: Alessandro Benetton

Alessandro Benetton, imprenditore ed investitore di successo, dotato di una personalità brillante e poliedrica, con la sua società 21 Invest è stato il primo a portare in Italia il mondo del private equity.
Anche se conosciuto all’opinione pubblica italiana (complice il cognome ingombrante legato alla ben nota azienda di famiglia), Alessandro si è distinto e fatto strada nel settore degli investimenti privati e vanta un curriculum a dir poco blasonato.

Gli inizi: Harvard e l’azienda di famiglia

Alessandro Benetton nasce a Treviso il 2 marzo 1964, secondogenito di Luciano Benetton, uno dei quattro fratelli fondatori del Gruppo Benetton, e di Maria Teresa Maestri. Appena maggiorenne, abbandona l’Italia e si trasferisce negli Stati Uniti per poi conseguire, nel 1987, la laurea in Business Administration presso l’università di Boston, diventando il primo dei Benetton a studiare all’estero.
Non si ferma qui però, e dopo aver lavorato due anni in Goldman Sachs International a Londra nel dipartimento di Global Finance, si iscrive ad Harvard e nel 1991 consegue un Master in Business Administration con relatore Michael Porter(importante accademico ed economista statunitense).
Nel frattempo dall’88 è presidente di Benetton Formula (della quale rimarrà a capo fino al 1998) che in quegli anni conquista gran parte delle sue vittorie nel Gran Premio e due titoli mondiali piloti con Michael Schumacher nel 1994 e 1995.
Nel ’91 dopo l’esperienza ad Harvard torna in Italia, dove la famiglia si aspetta che prenda in mano le redini dell’azienda. Ma Alessandro è fortemente influenzato dagli insegnamenti appena appresi nell’ambiente americano e dell’innovativo punto di vista di Porter. Decide così da portare avanti la sua idea imprenditoriale.
“Quando sono tornato da Harvard avrei dovuto partecipare alla diversificazione che allora la mia famiglia stava attuando nel settore dello sport, dove aveva deciso di replicare la ricetta del successo avuto con l’abbigliamento. Nonostante gli eccellenti risultati del momento, io pensavo invece ci fosse la necessità dell’aggiornamento del modello di business. Nella distribuzione di quel settore tutto sarebbe cambiato. Ma non trovai terreno fertile nell’azienda di famiglia.”

Invest 21 ed il successo

A seguito delle divergenze decide quindi di fondare nel 1992 la 21 Investimenti (diventata dallo scorso 27 novembre 21 Invest), una società di private equity ovvero un’entità che cerca e investe in piccole e medie imprese non quotate sul mercato regolamentato.
Quello che Alessandro Benetton introduce con il Gruppo 21 Investimenti in Italia è totalmente nuovo ed importa un’idea già presente da tempo sul mercato americano. La società individua aziende con un buon potenziale di crescita, le analizza, e investe capitale nelle stesse acquistando azioni esistenti da terzi o sottoscrivendo azioni di nuova emissione.
Quanto appreso ad Harvard con Porter gioca un ruolo molto importante nell’analisi e scelta delle società. Come spesso ricorda Benetton, Porter è stato un fautore del data analysis, e da lui ha imparato l’importanza della raccolta ed analisi di dati e la possibilità, tramite questi ultimi, di estrapolare uno schema ricorrente ed elaborare una strategia di azione vincente.
Ma la 21 Investimenti non si ferma qui, la mission del gruppo è quella di generare valorenell’impresa acquisita in maniera trasversale e a 360 gradi. Il risultato negli anni si è rivelato un successo; un totale di 10 fondi raccolti in tutta Europa per 1,6 miliardi di euro investiti in 96 aziende, tra cui alcune da case study come, per esempio, The Space Cinema, Pittarosso e Forno d’Asolo.
La strategia è innovativa quanto poliedrica, le aziende in cui investire vengono scelte “cercando delle situazioni in cui il cambiamento può creare opportunità”, non solo ottimizzando gli sprechi ma creando valore in un’iterazione diretta tra l’azienda e l’ambiente circostante. La sostenibilità del cambiamento nel territorio di riferimento dell’azienda rilevata, è un punto chiave per Benetton: “abbiamo puntato sulla crescita occupazionale, sulla formazione e sulla ricerca e sviluppo”.
Ad oggi, dopo 25 anni in questo settore, 21 Invest può contare un fatturato aggregato di un miliardo e mezzo e circa 8.000 dipendenti, con un rendimento del 20% sugli investimenti compiuti.

Non solo business

Da sempre grande amante dello sport, dice di aver imparato da quest’ultimo cinque lezione che utilizza come mantra anche nella sua impresa: disciplina, concentrazione, perseveranza, umiltà e divertimento.
Oltre ad imprenditore di successo, è stato anche istruttore federale di sci, disciplina che condivide con la moglie Deborah Compagnoni, ex campionessa olimpica di sci alpino con cui ha avuto i tre figli Agnese, Tobias e Luce.
I due stanno insieme dalla fine degli anni Novanta ma si sono sposati solo nel 2008 negli Stati Uniti in totale discrezione, un ritardo dovuto al fatto che all’inizio della relazione i due erano stati presi d’assalto dai paparazzi ed hanno quindi deciso di rimandare le nozze fin quando non sono stati i figli stessi ad insistere.
Tutta la famiglia vive a Ponzano Veneto nella cosiddetta “casa invisibile”, una residenza in vetro e cemento a vista, progettata per loro dall’architetto giapponese Tadao Ando e nascosta sulla collina dagli alberi. La casa ècircondata dagli alberi del frutteto e dall’orto curati insieme ai figlimentre al’interno si possono trovare opere di Fontana e Warhol, che dimostrano la passione di Benetton per l’arte, nata, come lui stesso racconta, su un aeroplano.
“Ero seduto accanto ad una signora molto elegante che leggeva un libro con una fotografia di un quadro di Fontana in copertina, Le chiesi cosa c’era di interessante in un’opera che avrei potuto fare anch’io. I dieci minuti successivi furono illuminanti e fu così che nacque tutto.”
Ultimamente è stato intervistato da alcuni YouTubers italiani sulle sue attività imprenditoriali, ed è possibile leggere in rete il suo blog “Each time a man” dove parla di economia, politica e dei successi di 21 Invest.

Cosa riserva il futuro?

Alessandro Benetton continuerà sicuramente a dare sfogo alla sua polivalente personalità, cercando di portare innovazione e cambiamento al panorama imprenditoriale italiano.
“A venticinque anni mi ripetevo sempre: Ale, mi raccomando, ti fai il mazzo fino ai quarantacinque e poi molli tutto e vai a far surf dalla mattina alla sera. E invece, evidentemente, sono più imprenditore che surfista. E per un imprenditore, purtroppo, il punto di sazietà non arriva mai.”
Come spesso dichiara il suo intento è quello di portare innovazione nell’imprenditoria come l’abbiamo immaginata fino ad oggi e, visti i risultati finora raggiunti, non si può dubitare che questa sia la strada giusta.
“Il miglior contributo che posso dare al mio Paese è fare quello che so fare e con la qualità a cui sono abituato. Ognuno dà il meglio dove ha le sue passioni.”
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Alessandra Paoloni

Sono una studentessa di fisica e la mia grande passione è viaggiare!