The Mentors: Fabiola Gianotti

Fabiola Gianotti. Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di lei, almeno prima del 2016. Direttrice generale del CERN, terzo italiano nonché prima donna a ricoprire tale carica, tra le 100 donne più potenti al mondo secondo Forbes, scopriamone l’ascesa.

Gli inizi

Fabiola Gianotti nasce a Roma il 29 ottobre 1960, da padre piemontese e madre siciliana. A soli sette anni, con la famiglia si trasferisce dalla Capitale a Milano. La sua passione per la fisica nasce grazie alla lettura della biografia di Marie Curie e alla spiegazione dell’effetto fotoelettrico da parte di Albert Einstein. Si laurea alla Statale di Milano nel 1984 con indirizzo sub-nucleare, e nello stesso anno, ispirata dall’assegnazione a Carlo Rubbia del Premio Nobel, decide di iniziare un dottorato di ricerca relativo alle particelle elementari: la sua tesi di dottorato riguarderà l’analisi dei dati dell’esperimento UA2.

Il CERN

Il 1987 è l’anno in cui fa il suo ingresso al CERN di Ginevra (organizzazione europea per la ricerca nucleare) contribuendo a diversi esperimenti. In seguito, dal 1992, partecipa, insieme con altre migliaia di studiosi, all’esperimento Atlas, che coinvolge fisici di quasi quaranta Paesi di tutto il mondo e che ancora oggi viene ritenuto il più grande esperimento scientifico della storia.

Gli inizi della fama

Nel 2012 rende noto al mondo, nel corso di una conferenza tenuta con il portavoce dell’esperimento CMS Joseph Incandela, presso l’auditorium del CERN, che è stata osservata per la prima volta una particella compatibile con il bosone di Higgs.
Sempre nel 2012, Fabiola Gianotti riceve l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, mentre il Comune di Milano le conferisce l’Ambrogino d’Oro.
Nello stesso periodo si vede assegnare il Fundamental Physics Prize, con la rivista “Time” che la inserisce nella lista delle persone dell’anno, addirittura al quinto posto.

Torniamo un attimo indietro

A Fabiola piace spesso ricordare della sua infanzia, in particolare  dell’amore per la natura ricevuto dal padre quando, da piccola, durante le lunghissime passeggiate in montagna col fratello si fermavano quasi ad ogni passo a osservare un fiore, un coleottero, tutto. Dalla mamma, invece, ha ricevuto la passione per la musica e per le lettere, che l’ha poi portata agli studi classici e al pianoforte. Infatti, da adolescente era in bilico fra la musica e la scienza.  Entrambi, dice, le hanno insegnato l’onestà, il rispetto e l’umiltà, la spinta a essere curiosi, l’impegno a coltivare le proprie passioni.

Il Nobel

Nel 2013 Peter Higgs, in occasione dell’assegnazione del premio Nobel per la fisica riconosciutogli per l’intuizione sulla particella di Dio, la vuole al suo fianco per la cerimonia.
La studiosa di origini romane, in quel periodo, inoltre, riceve dalla Società Italiana di Fisica il Premio Enrico Fermi, che va ad aggiungersi al Premio Nonino, assegnatole per riconoscere “l’eccellenza di una ricerca che ha un potenziale immenso” pur essendo molte volte umiliata in Italia.
Nello stesso anno Gianotti lascia la carica di portavoce dell’esperimento Atlas e viene nominata professore onorario all’Università di Edimburgo.
Un altro riconoscimento di prestigio è la presenza del suo nome nell’elenco delle cento donne più potenti al mondo stilato dalla rivista “Forbes”: Gianotti è al 78esimo posto, la sola italiana oltre a Miuccia Prada.
Ha inoltre tenuto uno scambio epistolare con Margherita Hack, lettere che ancora oggi conserva.

La direzione del CERN

Nel novembre del 2014 la Gianotti viene scelta dalla 173esima sessione del consiglio del CERN per la carica di direttore generale. La nomina viene formalizzata nella sessione del consiglio del mese successivo, mentre il mandato comincerà ufficialmente solo dal 2016 e durerà per cinque anni.
A riguardo, la sua prima reazione alla notizia è stato un mix di paura, preoccupazione e gioia, che le hanno fatto scendere qualche lacrima, ma oggi lo ritiene un lavoro straordinario.
Si trova così a gestire tutti gli aspetti del laboratorio, dal programma scientifico al budget (circa 1.000.100.000 franchi svizzeri quasi 920 milioni di euro), dalle risorse umane alle relazioni con i Paesi.

Competizione

Nella vita un po’ di competizione, più o meno sana, si riscontra sempre, ecco le parole della fisica a riguardo: “al Cern ci sono 17000 scienziati di 110 nazionalità. A prescindere dal ruolo gestionale e gerarchico, la forza del laboratorio sono le idee. La competizione c’è, ma è molto sana. E’ la collaborazione di tutti che arriva al risultato. La competizione si diluisce nello scopo comune”.
Fabiola Gianotti è sempre stata affascinata da ciò che la scienza rappresentava per Marie Curie, ossia parte della sua quotidianità. Il laboratorio era in casa sua. La scienza faceva parte della vita di tutti i giorni.
E’ questo il punto più importante. La scienza non è qualcosa di misterioso, oscuro, spaventoso, bensì la quotidianità, la normalità, all’interno della quale, in silenzio, per mano di persone comuni, si fanno scoperte destinate a cambiare il mondo così come lo conosciamo.
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Fabio Stucchi

Studente di Giurisprudenza. Se dovessi scrivere dei miei interessi, non finirei mai. Non ho mai finito una serie televisiva.