Soft skills: come riconoscerle, allenarle ed esprimerle

Non solo le hard skills fanno di un neolaureato un buon candidato.

Spaesato, con tanta voglia di fare e imparare, incerto, ottimista, pronto a nuove avventure, a tratti demoralizzato ma, ambizioso. Ecco gli stati d’animo della maggior parte degli studenti che, terminata l’università, vivono il periodo più delicato e importante della loro vita: la ricerca di un lavoro.

Rispondere agli annunci su internet, aspettare di essere richiamati, prepararsi per un colloquio, e indispensabile, cercare di presentare un curriculum vitae non proprio perfetto ma quasi. Per questo motivo si trascorrono, ore e ore davanti al computer a leggere consigli, modificare la grafica, aggiustare la forma e pensare a quali informazioni inserire e quali no. Il più delle volte si dà la precedenza alle competenze tecniche apprese e sviluppate duranti gli anni trascorsi tra i banchi di scuola e università: livello di studi, esperienze professionali, tra cui i tirocini curriculari, titoli, livelli delle lingue.

Sicuri, però, che le hard skills rappresentano l’unica chiave per superare un processo di recruitment?

Che il “saper fare” sia necessario, è risaputo, ma forse non tutti fanno attenzione al fatto che sempre più spesso i recruiter in sede di colloquio o leggendo un CV prediligono le competenze relazionali e comportamentali di un candidato, l’attitudine al lavoro di squadra, la capacità di comunicazione interpersonale, di presentazione, lo spirito d’iniziativa e imprenditoriale, la voglia di mettersi in gioco e imparare. L’obiettivo del selezionatore, quindi, è quello di riconoscere e individuare tra gli aspiranti, quell’animo unico e singolare che spicca tra tutti, non solo per le doti professionali ma anche e soprattutto per le sue doti personali.

Si tratta delle “competenze trasversali”, in inglese soft skills, di cui tutti parlano, senza purtroppo sapere effettivamente quali sono, come allenarle e come esprimerle. A tal proposito, da un’indagine realizzata recentemente dal settore Placement dell’Università Ca’ Foscari di Venezia è emerso che il 62% delle 90 aziende coinvolte dichiara che queste competenze trasversali contano moltissimo durante il processo di selezione di neolaureati, anzi, il più delle volte sono decisive.

Perché?

I recruiter intervistati sono convinti del fatto che, soprattutto per una figura junior, sono proprio le soft skills a fare la differenze in un percorso di crescita sia personale che aziendale, infatti, come loro stessi sostengono: “Un bravissimo laureato che sappia far bene il suo lavoro ma che non riesce a integrarsi nel contesto aziendale è meno preferibile di uno meno bravo ma capace di lavorare insieme agli altri e di arricchire la cultura aziendale”. Purtroppo questo valore aggiunto nei curriculum emerge davvero poco. Come afferma il 69% degli intervistati le soft skills sono espresse in modo confuso e inadeguato, ragion per cui diventa fondamentale metterle in luce durante i colloqui, raccontando esperienze vissute, situazioni gestite, risultati raggiunti in esperienze oltre che professionali anche extra, tipo hobby, attività di volontariato, sport ecc..

Occhio ai modi!

Sì, perché un selezionatore esperto, fa molta attenzione ad ogni piccolo dettaglio utile per l’analisi finale. In questo caso si parla di comunicazione non verbale: mimica facciale, sguardo, gestualità e movimenti del corpo, e comunicazione paraverbale: tono di voce, velocità, timbro e volume.

Dunque, quali sono le abilità più richieste dalle aziende?
1) Creatività

Associata spesso al talento e all’espressione artistica, al design, alla progettazione, ad alcune forme di comunicazione, è anche una capacità che può essere sviluppata e applicata in svariati contesti. È alla base dell’innovazione e, in una società in continuo mutamento come la nostra, un’azienda deve essere in grado di reinventarsi, per questo motivo un dipendente creativo potrebbe rappresentare una grande risorsa.

2) Pensiero critico

Avere il coraggio di mettere tutto in discussione, di analizzare e prendere atto che forse si potrebbe fare meglio, è una dote che non tutti hanno.

3) Lavorare in team

Essere disponibili, aperti alla collaborazione e cooperazione e saper ascoltare i propri colleghi, aiuta a rendere l’ambiente di lavoro sano e privo di tensioni. Inoltre, avere buone capacità relazionali permette anche di creare buoni rapporti con i clienti, mantenendoli nel tempo.

4) Gestione del tempo

Rispettare le scadenze, identificare gli obiettivi e raggiungerli in maniera efficiente e efficace, saper pianificare e organizzare attività, reggere e gestire lo stress senza perdere mai il controllo neanche in situazioni e momenti critici e di forte pressione.

5) Problem solving

Senza ombra di dubbio una tra le soft skills più richieste, perché consiste nella capacità di riuscire ad analizzare e identificare determinate situazioni in modo da trovare sempre soluzioni giuste e ottimali. In sostanza un approccio propositivo al lavoro che permette di superare qualsiasi tipo di difficoltà.

6) Adattamento/Flessibilità

Essere in grado di adattarsi ad un nuovo contesto lavorativo, vivendo il cambiamento senza troppe ansie o stress, anzi con la sola voglia di imparare da ogni situazione che si dovrà affrontare.

7) Leadership

Carisma, senso di responsabilità, capacità di prendere decisioni e assumersi responsabilità, saper delegare ad altri e scegliere, motivare, gratificare i propri collaboratori, guidarli fino al raggiungimento degli obiettivi creando fiducia e rispetto reciproco. Chi è dotato di leadership è dotato anche di empatia e capacità di ascolto.

8) Motivazione

Impegno e passione rendono un lavoro di qualità. Essere una persona volenterosa, con tanta voglia di imparare, migliorare e crescere, è uno dei motivi per cui un’azienda dovrebbe preferire un candidato di questo tipo piuttosto che un altro.

9) Comunicazione

In qualsiasi genere di lavoro una comunicazione chiara, diretta, semplice e corretta è fondamentale sia tra colleghi, che con clienti, referenti e utenti. Uno degli aspetti più ricercati dalle aziende è la persuasione, capacità che aiuta nella negoziazione, nel fare valere un’idea e nel presentare se stessi, il proprio lavoro o un progetto. La chiave è saper essere convincenti!

Come allenare le proprie soft skills?

Fare sport, sicuramente la migliore palestra non solo per il fisico, ma anche per la mente e le proprie abilità comportamentali. Con lo sport si scende in campo e si impara a stringere relazioni, a rispettare sia il compagno di squadra che l’avversario, superare i problemi insieme ad altra gente, collaborare e aprirsi a diverse mentalità.

Vivere un’esperienze all’estero, l’occasione giusta per imparare ad adattarsi a contesti completamente diversi dai soliti, essere autonomi e a confrontarsi con nuove culture.

Provare a svolgere attività che ti portano ad uscire dalla zona di comfort e che permettono di mettersi in gioco. Vivere la vita universitaria a 360°, ad esempio , significa anche guardarsi intorno e scoprire le tantissime realtà associative studentesche, in cui i ragazzi possono davvero sviluppare le proprie passioni e crescere non solo culturalmente ma anche personalmente. Sono momenti di vita, questi, che non tornano più indietro, è importante non perdere occasioni del genere, che in futuro rappresentano un trampolino di lancio per il mondo del lavoro.

Fare attività di volontariato, aiutare persone in difficoltà potrebbe rappresentare un ottimo modo per migliorare le capacità di problem solving e rafforzare la propria gestione del tempo, dello stress e dell’emotività.

Cercare sempre un confronto, senza scontrarsi, litigare e sfociare nella violenza, aiuta a migliorare le proprie doti comunicative e il proprio autocontrollo. È molto importante far sentire la propria voce, far valere le proprie idee e difenderle, ma lo è altrettanto ascoltare, aprirsi ad altre mentalità e magari riuscire a trovare un accordo. Perché non è tutto solo o bianco o nero!

Il trucco sta nel farsi conoscere per quello che si è, oltre che per ciò che si sa fare.

Scegliete la palestra più giusta alle vostre soft skills e non perdete occasione per fare esperienze e crescere.
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Carmela Pontassuglia

Studio Comunicazione Internazionale per il Turismo. Mi piace incontrare persone nuove e con la scrittura cerco di dare vita alle mie idee.