Torino Contemporary Art Week 2019: quando arte e tecnologia si fondono

Come ormai è tradizione l’autunno torinese ospita alcune delle più importanti mostre d’arte in Italia nella sua Torino Art Week, un week-end dedicato a tutte le sfaccettature dell’arte contemporanea. La città si riconferma fulcro di divulgazione artistica, animandosi con opere d’arte ed artisti provenienti da ogni angolo del mondo e proponendo un’arte che si adatta a tutti i tipi di pubblico. Tra le esposizioni spiccano Artissima (la più importante fiera di arte contemporanea in Italia), Paratissima (che accoglie artisti italiani ed internazionali emergenti) e The Others (la più grande fiera di artisti indipendenti in Italia).
Quest’anno Artissima, che ha occupato gli spazi dell’Oval lingotto, presenta come temi principali due facce della stessa medaglia: Censura e Desiderio. Il concept della fiera si districa tra due topic che si generano ed annullano a vicenda. La ricerca spasmodica dell’ordine e fascino del caos convivono insieme e generano quel disordine che, scomodando il buon Nietzsche, è linfa vitale per generare una stella danzante. Ma non si limita a questo, la fiera ha infatti travolto tutta la città disclocandosi e coinvolgendo anche spazi come OGR e boutique Jana con esposizioni parallele che dimostrano quanto per Torino sia totalizzante il coinvolgimento nell’arte. Artissima si riconferma come ogni anno luogo di incontro non solo per chi vuole investire nel mercato dell’arte, ma anche per quelli che semplicemente vogliono conoscere artisti ed opere di spicco nel panorama internazionale.
Le si contrappone Paratissima; nata nel 2005 come manifestazione off di Artissima, è presto diventata un’evento di riferimento capace di parlare al grande pubblico in maniera unica e coinvolgente. La mostra riesce a racchiudere artisti emergenti e non, in un mix unico che riuscirebbe ad avvicinare anche il più restio all’arte contemporanea. Quest’anno ha occupato i meravigliosi locali dell’ex Accademia Artiglieria di Torino, animando spazi dimenticati con il concept “Multiversity”, inteso come diversificazione dei punti di riflessione e applicazione dell’Arte contemporanea negli scenari odierni e futuri. L’esposizione si interroga su come l’individuo possa inserirsi ed interagire in una società sempre più instabile ed immateriale, producendo nuove visioni e realtà fuori da ogni canone e riferimento. Un esempio è la rassegna fotografica Ph.ocus che ha chiesto ai fotografi invitati il significato della Fotografia d’autore oggi, dando vita ad una serie di opere che spesso indagano l’interazione tra uomo e tecnologia nella vita quotidiana di tutti i giorni. In quest’ottica si aggiunge anche la sezione Think Big nella quale sono stati invitati 5 artisti internazionali raggruppando 5 opere d’arte grandi sia per dimensioni che per contenuti e messaggio. Trattano infatti temi che si affacciano alla contemporaneità e al futuro interrogandosi su dove ci porterà questà società guidata dalla tecnologia e dal consumismo che lascia sempre meno spazio alla natura.
In quest’ottica si colloca anche The Others che rianima i locali dell’ex ospedale militare Riberi, proponendo tra i temi Futurarte, chiedendosi come la tecnologia interagisca con temi di portata globale e con l’arte rendendola sempre più fluida e frubile. Come Paratissima, anche The Others ha sfuttato e ridato dignità a spazi dimenticati e poco utilizzati della città di Torino in piena sinergia con il territorio, con un mix tra concerti, cibo ed arte si è riusciti a dare colore ad un ambiente militare superando ogni aspettativa.
È evidente, quindi, un interessante fil rouge che accomuna tutte le tre esposizioni: la tecnologia, ed in particolare come questa possa cambiare la percezione della realtà che viviamo e conseguentemente l’arte che la racconta e la traduce. Non si parla mai, però, di una tecnologia che è solo distruttiva ed alienante rispetto alla realtà ma piuttosto ci si domanda come questa possa ampliare le nostre percezioni aprendo gli orizzonti ad un’arte fruibile attraverso nuovi devices. Al tema comune della tecnologia si affianca anche un interesse particolare al medio oriente e ai temi politici ad esso legati. In particolare Artissima ospita Hub Middle East, un nuovo focus a 360 gradi sull’arte dal medio oriente. Il progetto raggruppa gallerie, artisti e critici del territorio cercando di mostrare lo spaccato culturale di una regione che è culla di antiche tradizioni ma si avvicina sempre di più all’innovazione. Paratissima ha invece inserito tra i progetti speciali Let it light, contest dedicato alle energie rinnovabili e partito da Betlemme che, grazie alla collaborazione con la città di Torino, ospiterà i tre giovani artisti palestinesi vincitori. Tutti di età compresa tra 18 e 35 anni, i tre giovani hanno avuto modo di esporre le loro opere all’ex Accademia e sono stati protagonisti di talk e workshops aperti al pubblico.  Interessante è anche la prospettiva scelta da The Others che ha proposto una raccolta di opere che richiamano i temi di conflitti e migrazioni dai paesi medio orientali e nord africani. In un’epoca in cui la comunicazione diventa globale anche l’arte affronta temi sempre più grandi e scomodi e sfrutta i nuovi canali proposti dalla tecnologia come strumento necessario alla comprensione e chiave di lettura per la diffusione.
Attuale è anche la nuova visione di shared art di cui Paratissima è per il secondo anno portavoce. Mentre infatti Artissima continua ad essere esponente in Italia di un mercato dell’arte riservato a pochi, Paratissima continua a collaborare con la Start-Up italiana Feral Horses, che si occupa di rendere accessibile ed acquistabile l’arte contemporanea anche a chi non dispone di grossi capitali. La piattaforma, nata nel 2014 da giovani ragazzi appasionati d’arte, permette di comprare azioni di opere d’arte con investimenti minimi, a partire da 5 euro. Così lo scorso anno è stata venduta a Paratissima “Habemus Hominem” di Jago (scultore ciociaro famoso per la sua rappresentazione di Papa Ratzinger) anche grazie alla collaborazione di ADA Carlotta Mastroianni (Start-Up di consulenza negli investimenti d’arte), mentre quest’anno è stata data la possibilità a chiunque di diventare coproprietario di “Midsummer Night’s Dream” di Nazareno Biondo, messa in vendita in quote dal prezzo di 20 euro cadauna. Il mercato dell’arte si affaccia, quindi, anche ai giovani che riescono ad insirirsi sia come artisti ma anche finalmente come compratori ed intermediari.
Torino ci mostra, quindi, uno spaccato sull’arte contemporanea in pieno cambiamento, in grado di rielaborare il vecchio ed inglobare il nuovo mettendosi sempre in discussione. Ma soprattutto l’Arte continua a dimostrare di poter essere al centro dell’attenzione e di riuscire a suscitare l’interesse di tutti, dai meno esperti ai tecnici del settore, superando con la sua forza ogni limite comunicativo.
, , ,
Alessandra Paoloni

Sono una studentessa di fisica e la mia grande passione è viaggiare!

Alessio Lecci

Mi chiamo Alessio e studio architettura. Faccio cose e vedo stazioni. Nel tempo libero procrastino.