Musica 8D, ci hai imbrogliati tutti

Club e locali chiusi? Tranquilli ci pensa la musica 8D a far sognare la mente in quarantena! Sembra essere la musica del futuro, ma è davvero così speciale o ci troviamo solo davanti all’ennesima tendenza passeggera?
DA DOVE ARRIVA E QUANDO LA INCONTRIAMO
“E gira tutto intorno alla stanza mentre si danza, danza” così cantava Battiato nel 1982 in “Voglio vederti danzare” , versione decisamente meno popolare tra i giovani di quella disco-dance che nel 2003 consacrò definitivamente il ritornello a tormentone. Tuttavia, nei prossimi anni i nostri ricordi non saranno più incentrati su questa canzone in indimenticabili feste con amici e spensierati viaggi in macchina con i finestrini abbassati. No, niente di tutto ciò! Ricorderemo di aver aperto un audio su whatsapp, indossato un paio di cuffie e di aver sentito che girava tutto intorno alla stanza mentre si danza e si danza.  Questo è l’effetto che abbiamo provato in questi giorni, ascoltando per curiosità o su suggerimento di un amico la celebre “musica 8D”. Era inevitabile che, in questi tempi di quarantena dove ogni giorno milioni di persone cercano di abbattere la noia, qualcuno riportasse in vita un modo coinvolgente e unico di ascoltare la musica. Così la musica 8D è tornata a sconvolgere milioni di utenti su piattaforme streaming, audio Whatsapp e YouTube che mai prima di allora avevano ascoltato una canzone con questa tecnologia. Attenzione però, perché in realtà non vi è nulla di nuovo.
Fu dagli studi di un matematico ed esperto del suono Michael Gerzon che negli anni ’60 e ’70 nacquero i primi sistemi per registrare un campo sonoro a 360°. Il sistema Ambisonic è uno dei più sofisticati sistemi di microfonaggio e riproduzione sonora che esistano tutt’ora. Veniva posto un microfono omnidirezionale al centro e tre microfoni con diagramma polare disposti secondo le tre dimensioni dello spazio. In questo modo la registrazione poteva dare informazioni relative alla spazialità. Nonostante la genialità della registrazione a più dimensioni il sistema Ambisonic faticò a sfondare la porta del successo in campo musicale. Vengono ricordati solo alcuni tentativi da parte di gruppi musicali anni ’70 i quali pensando di creare un connubio perfetto tra musica psichedelica e quadrifonia fallirono miseramente. La ragione per cui questo sistema rimase  incompreso trova motivo nello stereo, il quale in casa era ancora un sistema relativamente recente e la maggior parte degli hardware di trasmissione e distribuzione erano solo a due canali. Il passaggio a un nuovo sistema d’ascolto avrebbe richiesto dunque un ingente investimento finanziario per il consumatore.
Il primo a capire il potenziale di Gerzon fu l’inglese Dolby che, trasferitosi ad Hollywood, diede la prima vera opportunità agli studi di Michael acquistando il progetto Ambisonic e portandolo alla ribalta sugli audiovisivi. Per intenderci è un sistema che viene usato tuttora per l’industria cinematografica e di cui ne vediamo i risultati negli auditorium ancora oggi. A dimostrazione della genialità di Gerzon, il quale morì nel 1996 senza poter vedere l’immenso successo di Ambisonic, gli venne consegnata una medaglia d’oro dall’ Audio Engineering Society (AES) sebbene questa non riuscirà mai a sopperire l’incomprensione di un genio come lui.
COS’E’  E PERCHE’ CI HANNO INGANNATI
Molti degli uditori di questa musica 8D, nel passare notti in bianco con le cuffie ad ascoltare quella che è volata in pochi giorni ai vertici delle charts di Spotify, ovvero “Dance monkey (8D audio)”, si saranno chiesti: ma come fanno a farmi girare la musica attorno alla testa come se fossi da solo e circondato da casse? E’ possibile dare una risposta purché procedendo per gradi.  Innanzitutto quella che ascoltiamo noi in cuffia non è musica 8D, potremmo chiamarlo audio 3D o audio binaurale. Per capire che cosa sia l’audio binaurale dobbiamo ritornare alla normale condizione in cui il nostro orecchio percepisce i suoni, senza cuffie ovviamente. Le onde sonore colpiscono ciascun orecchio in momenti diversi e con volumi diversi. Con queste informazioni il cervello può calcolare l’origine del rumore permettendoci di stabilire quanto un suono sia lontano o vicino da noi, anche chiudendo gli occhi. Tuttavia, quando ascoltiamo la musica con le cuffie non è la stessa cosa. Il suono dà la percezione al cervello che esso sia posizionato esattamente al centro della nostra testa ma quando ascoltiamo con auricolari delle registrazioni binaurali, esse sono in grado di ricreare la nostra percezione della distanza rendendo l’audio coinvolgente a 360°.  Dunque, dopo aver sfatato il mito della dicitura “musica 8D” è bene tener presente anche di un altro aspetto: la musica 3D vera e propria non è quella che crediamo di ascoltare in cuffia. Infatti, coloro che stanno cercando di ritagliarsi una finestra di successo sul mercato musicale non hanno prodotto delle vere e proprie registrazioni 3D dei loro brani, bensì hanno preso delle canzoni, possibilmente coinvolgenti un pubblico annoiato dalla quarantena (musica pop o musiche che potessero mettere in risalto la spazialità del suono), e le hanno convertite da stereo a binaurale creando un’illusione acustica. Nondimeno esistono delle registrazioni 3D effettuate professionalmente che possiamo trovare in internet o ad esempio su un’applicazione per iPhone e Android chiamata “E.acqua3D”. 
MODA DEL MOMENTO O RIVOLUZIONE MUSICALE?
E’ certamente difficile fare previsioni e profezie sul mercato della musica, un mercato pieno di evoluzioni e sconvolgimenti: basti pensare alla velocità con cui la musica in streaming si è fatta spazio tra i CD. Per questo non possiamo sapere se un giorno avremo intere playlist su AppleMusic o Spotify con canzoni dei nostri artisti preferiti da ascoltare unicamente in cuffia. Quello che sappiamo è che tecnologie acustiche di questo tipo vengono utilizzate già da tempo per videogiochi e su sistemi audiovisivi professionali. Una cosa da dire c’è, ed è che nonostante ci sentiamo un po’ vittime di una grande bufala tecnologica, la mera verità sulla musica 8D è che se ascoltata per la prima volta, non vorresti più toglierti le cuffie. Inoltre è un’ottima alternativa alla denuncia dei vicini per disturbo della quiete pubblica, per aver collegato il telefono alle casse e aver alzato il volume al massimo. Tutto ciò che possiamo fare per ora è però sperare di uscire tutti presto dalle case e dalla nostra stanza, perché si danza, danzaaa.
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Stefano Piovano

Sebbene studi Ingegneria Gestionale coltivo una grande passione per la cultura classica che nella mia vita coniugo con sport, arte e musica.