Digitalizzazione delle PMI

19 Febbraio 2021

Digitalizzare un’azienda si è rivelata la grande esigenza di tutte quelle imprese medio piccole presenti nel nostro paese. L’Italia è storicamente la patria dell’artigianato e con orgoglio viene coltivata questa tradizione che ci permette di essere leader mondiali nella trasformazione della materia prima. Acciaio, legno, stoffa, ceramica, pelle e generi alimentari sono solo alcune delle certezze su cui molte imprese basano le loro fortune. Nonostante la tecnologia sia diventata parte integrante della nostra esistenza, molte di queste aziende faticano a inserirla nei propri processi in modo sicuro e costante. Questo succede soprattutto nelle imprese vecchio stampo che, oltre ad acquisire figure professionali e strumenti adatti, devono operare un profondo cambio di mentalità.

D’altronde, digitalizzare non significa esclusivamente contattare fornitori e clienti via e-mail. Vuol dire adattare tutti i processi aziendali alle esigenze imposte dall’era digitale, dove velocità d’esecuzione ed efficienza rivestono ruoli cruciali. Questa operazione si rivela importante soprattutto per le PMI che sono sempre più a rischio acquisizione da parte dei grandi gruppi. Fortunatamente negli ultimi anni molti imprenditori italiani hanno compreso l’importanza della digitalizzazione. Questo anche grazie alle agevolazioni statali pensate per chi vuole operare la cosiddetta digital transformation.

Il primo passo: trovare l’esigenza di cambiare

Capire l’esigenza di una transizione digitale dei processi produttivi è il primo passo verso un cambiamento totale del settore secondario italiano. Molti imprenditori si illudono che digitalizzare la propria attività significhi semplicemente convertire i documenti cartacei in file elettronici da conservare nei loro in un database del computer. In realtà la digitalizzazione è un percorso complesso, che richiede un cambio di mentalità e di organizzazione aziendale soprattutto da parte delle imprese con molti anni di attività alle spalle. Molti vedono questo processo come una spesa inutile e non come un investimento ad alto rendimento. Inoltre molte aziende italiane sono a conduzione familiare e si trasmettono da generazione in generazione la gestione e la proprietà. Far capire al management che per restare competitivi in un mondo globalizzato le strategie dei primi anni 2000 non sono più efficienti è la parte più difficile.
L’obiettivo è sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia in modo da aumentare le performance. A tal fine, occorre rivedere completamente strategia e processi produttivi. Il primo passo è affrontare una riorganizzazione, introducendo o formando professionisti con competenze digitali. Il cambiamento deve essere guidato da una figura competente che ha toccato con mano la realtà quotidiana dell’azienda e che sia pronta ad avviare e gestire il processo di trasformazione cercando di implementare processi non più al passo con i tempi: l’innovation manager.

Il secondo passo: l’introduzione delle tecnologie

Il secondo passo per facilitare la digitalizzazione delle imprese, è l’introduzione di tecnologie capaci di rendere i processi aziendali più fluidi, efficienti e veloci. Non basta avere un computer, creare un indirizzo di posta elettronica oppure usare uno smartphone per sentirsi digitali. Il primo indice di digitalizzazione di un’impresa è la quantità di carta che viene usata, sia in termini di spazio che di sostenibilità. Quanti documenti cartacei possiamo trasformare in documenti word e quante commesse, quanti ordini ai fornitori, possiamo gestire con un software gestionale che nel momento in cui viene a mancare qualcosa in azienda, automaticamente spedisce un ordine al fornitore. Per non parlare dell’archiviazione dei dati, quanto spazio occupano scaffali e archivi pieni di dossier che potremmo benissimo sostituire con l’archiviazione cloud di un numero infinito di cartelle.

Investire in strumenti digitali oggi per vedere il risultato domani

Come abbiamo accennato, la digitalizzazione è un processo fondamentale per le piccole e medie imprese, che devono lottare ancora più duramente per imporsi sul mercato. Le loro risorse sono minori rispetto a quelle di una grande azienda: occorre gestire capitali in modo più attento e consapevole. La digitalizzazione si rivela quindi una scelta necessaria, capace di apportare tanti vantaggi ad un’azienda. Solo dopo aver definito e assimilato le nuove competenze e gli strumenti digitali, ecco che i tempi necessari per raggiungere un risultato si riducono sensibilmente. Questa sarà la chiave di svolta per convincere anche gli imprenditori meno intraprendenti che digitalizzare significa fare un investimento non a lungo termine i cui risultati si vedranno tra anni, ma a breve termine riuscendo già da subito a raggiungere obiettivi come lo snellimento sia dei processi produttivi che amministrativi.

Le agevolazioni

Per una PMI questa transizione sicuramente ha un prezzo e talvolta, se non programmata a dovere, può rivelarsi una spesa inaspettata e gravosa. Per questo in Italia il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) si sta impegnando negli ultimi anni ad incentivare questo cambiamento radicale del modus operandi aziendale. Per esempio è stata varata una scelta che aiuti economicamente le imprese. L’agevolazione prende il nome di “Voucher per consulenza in innovazione” e prevede un supporto finanziario per le imprese che si rivolgono ad un Innovation manager per rivoluzionare l’organizzazione e la struttura dell’azienda. Ma dal momento che la figura professionale di Innovation Manager con esperienza è molto rara da trovare, è stato creato sempre dal MiSE un albo degli Innovation Manager dove le PMI possono scegliere il consulente che meglio si adatta alle proprie necessità e al proprio settore. Questo Voucher prevede che l’Innovation Manager lavori con l’azienda per un periodo di almeno nove mesi.

Tuttavia non vi è solo questa misura a favore della digitalizzazione. Esistono ormai da anni fondi ed agevolazioni per l’acquisto di macchinari intelligenti, computer, sistemi audiovisivi, software gestionali e cloud. Un esempio di segnale di cambiamento è stato dato dall’introduzione della fatturazione elettronica, la quale ha aperto il mondo digitale non solo a grandi aziende la cui transizione è facilitata da banche e fondi, ma anche per tutte le piccole-medie partite iva.

Non c’è più tempo da perdere. La transizione digitale va di pari passo con quella energetica e dunque è un treno che le aziende italiane di cui andiamo fieri non possono perdere.

Stefano Piovano

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